Un manifesto per la pace firmato da esponenti SPD critica il riarmo e chiede dialogo con Mosca
I socialdemocratici tedeschi si spaccano in modo eclatante sulla linea della politica estera del governo di Friedrich Merz.<\/p>
Nomi illustri, ormai relegati alla seconda e terza fila dal ricambio generazionale voluto da Lars Klingbeil, hanno firmato a sorpresa un manifesto per la pace, col quale mettono in guardia dal riarmo e rivendicano l'urgenza di colloqui diplomatici con Mosca.<\/p>
Uno scacco che chiarisce, dopo qualche settimana, anche da dove provenisse il dissenso, che fece inciampare il cancelliere al Bundestag, proprio al momento dell'elezione, quando la prima tornata andò storta a causa dei franchi tiratori.<\/p>
Sottoscritto da 100 persone (alcune di area e non del partito), il documento rischia di provocare una destabilizzazione nella Grosse Koalition, a 15 giorni dal congresso in agenda il 27 giugno a Berlino. Il ministro della Difesa Boris Pistorius (Spd) ha bocciato i compagni senza riserve: "È negazione della realtà".<\/p>
Mentre Merz ha assicurato che nulla cambia nell'accordo con i suoi alleati sulla politica nei confronti di Kiev. Sono chiari sia l'aggressore che le conseguenze, ha scandito in conferenza stampa col collega danese. Con un titolo impegnativo - "Garantire la pace in Europa attraverso capacità di difesa, controllo degli armamenti e comprensione" - i cosiddetti circoli per la pace della Spd lamentano una "costrizione ad aumentare gli armamenti e a prepararsi per una presunta guerra imminente".<\/p>
E aggiungono: "La retorica dell'allarme militare e gli enormi programmi di armamento non creano maggiore sicurezza per la Germania e l'Europa, ma piuttosto portano alla destabilizzazione e al rafforzamento della percezione della minaccia reciproca tra la Nato e la Russia".<\/p>
I firmatari chiedono "un ritorno al dialogo con la Russia dopo il silenzio delle armi, anche su un ordine di pace e sicurezza per l'Europa che sia sostenuto e rispettato da tutti". E si oppongono allo stazionamento di nuovi missili americani a medio raggio in Germania e a un aumento del bilancio della difesa al 3,5 o al 5% del Pil, laddove l'esecutivo Merz ha già promesso un impegno pari al 3,5% su armi e truppe più un 1,5% sulla logistica che dovrà sostenere gli armamenti, conquistando una specie di benevolenza da parte di Donald Trump.<\/p>
Il dissenso di una fetta dell'Spd, quella che i passato era riuscita ad imbrigliare le mosse dell'ex cancelliere Olaf Scholz, esce allo scoperto in un modo inedito con questa mossa. Fra le firme eccellenti ci sono quelle dell'ex capogruppo parlamentare Rolf Muetzenich, l'ex leader del partito Norbert Walter Borjans e l'esperto di Esteri Ralf Stegner.<\/p>
La veemenza dello scritto è pari allo slancio del neocancelliere, che ha secretato le prossime decisioni sulle armi da consegnare a Kiev (per non esporsi pubblicamente sulla controversa questione dei Taurus) e ha ribadito il pieno sostegno tedesco agli ucraini. "Colombe Spd davanti alle porte dell'inferno", ha criticato la Faz in un editoriale sul web che sentenzia: "La negazione della realtà lascia senza fiato. Vogliono tornare al passato, ignorando una delle più importanti lezioni della storia". Un bel problema interno, che per lo Spiegel mette a rischio la stabilità del solido vicekanzler Klingbeil.<\/p>