L'ex presidente respinge le accuse durante l'interrogatorio, affermando di aver sempre rispettato la Costituzione
"Non si è mai parlato di un colpo di Stato. Un colpo di Stato è una cosa abominevole. Il Brasile non poteva subirlo". Nel suo interrogatorio l'ex presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha respinto a più riprese le accuse di aver guidato un complotto per un tentativo di colpo di stato per impedire l'insediamento del presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
Tra le accuse a suo carico ci sono abolizione violenta dello Stato democratico, colpo di Stato, associazione a delinquere armata, danneggiamento aggravato e distruzione di proprietà, con pene che possono raggiungere i 40 anni di carcere.
"Vostro Onore, non mi avete mai visto agire contro la Costituzione. Mi sono sempre mosso nel perimetro delle regole. A volte mi sono arrabbiato, ho detto cattiverie, ma ho fatto quello che dovevo", ha detto il leader di destra.
La testimonianza di Bolsonaro è cominciata alle 14.33. L'ex presidente ha portato una copia della Costituzione sul tavolo dei testimoni e l'ha tenuta in mano mentre giurava di non aver minato la democrazia. "Un golpe è una cosa abominevole", ha esclamato. "Ho 70 anni. Ho piena coscienza di cosa sia un'azione di questo genere", ha insistito. "L'ipotesi di un colpo di Stato non è stata mai presa in considerazione", ha proseguito l'esponente conservatore incalzato per la prima volta dalle domande del giudice Alexandre de Morais, che in passato aveva definito il suo "arci-nemico".
A tratti più teso, in altri momenti più rilassato, Bolsonaro ha scherzato col giudice: "Vorrei invitarla a essere il mio vicepresidente nel 2026". Anche Moraes si è concesso un sorriso, "Rifiuto di nuovo", ha ribattuto.
Rispondendo sul sistema di voto elettronico, l'ex capo di Stato ha affermato di non essere stato l'unico a criticarlo, evidenziando di aver usato la retorica fin dal 2012. Interrogato sulle accuse che i magistrati avessero preso soldi durante le elezioni, Bolsonaro si è scusato. "Quali prove aveva per dire che stavamo prendendo 50 milioni di dollari, 30 milioni di dollari?", ha chiesto Moraes. "Non c'erano. È stato uno sfogo. Retorica. Mi dispiace, non avevo intenzione di accusarvi di alcuna cattiva condotta", ha risposto l'ex presidente. Quanto a Lula, ha affermato di aver deciso di non passargli la fascia presidenziale, per non doversi "sottoporre ai più grandi fischi della storia" del Brasile.