Tra i sospettati un 48enne fermato a Stansted e tre ucraini, indagini su possibili legami con l'intelligence russa
Salgono a 4 le persone arrestate e incriminate dalla polizia britannica nell'ambito delle indagini sull'attacco incendiario del mese scorso contro il portoncino d'ingresso di una casa di proprietà della famiglia del premier britannico Keir Starmer, a Kentish Town, nell'area nord di Londra.
L'ultimo sospetto è un 48enne di cui non sono state rese note per ora le generalità anagrafiche e la nazionalità. Si sa solo che è stato fermato all'aeroporto londinese di Stansted e che è accusato di essere complice di una presunta "cospirazione" volta a perpetrare un incendio doloso e a mettere potenzialmente in pericolo l'incolumità delle persone.
L'uomo dovrebbe comparire nell'udienza di convalida dei capi d'imputazione fissata per venerdì 6 giugno dinanzi a un giudice della corte di Old Bailey, a Londra, assieme agli altri tre arrestati: il 21enne ucraino Roman Lavrynovych, accolto di recente come rifugiato nel Regno e indicato quale esecutore materiale dell'attacco; il connazionale 34enne Petro Pochynok, e il 26enne Stanislav Carpiuc, ucraino d'origine anche lui, ma di passaporto romeno.
Tutti sono chiamati in causa per il tentato incendio nella casa che era abitata da Starmer e dalla sua famiglia prima del trasferimento a Downing Street dell'anno scorso (ed è ora affittata a una cognata), nonché di aver dato fuoco nei giorni precedenti a un'automobile e di aver cercato di appiccare le fiamme a una seconda proprietà (nel quartiere di Islington), entrambe pure legate nel presente o in passato a Starmer.
Gli inquirenti restano al momento abbottonati sul possibile movente, sullo sfondo di un'indagine che comunque si allarga e assume contorni da caso di sicurezza nazionale dopo che lo stesso premier ha evocato in Parlamento l'ombra di un qualche attacco intimidatorio "alla democrazia" britannica; mentre alcuni tabloid hanno evocato indagini in corso sul sospetto che il gruppetto possa essere stato manovrato direttamente o indirettamente dall'intelligence russa o da fantomatiche figure al servizio del Cremlino, sullo sfondo dell'escalation delle tensioni fra Londra e Mosca legate alla guerra in Ucraina.
Sull'accaduto indaga del resto fin dall'inizio il dipartimento antiterrorismo di Scotland Yard, se non altro per il ruolo istituzionale di sir Keir. Le poche indiscrezioni circolate finora sui media o sul web sembrano tratteggiare in ogni modo per ora i primi tre arrestati come profili di ''cospiratori" quanto mai improbabili: indicati quali aspiranti modelli (e almeno in un caso escort occasionale), poco a loro agio con la stessa lingua inglese.