Estero

Il governo laburista di Starmer valuta un cambio di rotta sui sussidi familiari

Dopo le critiche, possibile revisione del limite ai sussidi per i figli, mentre il Labour cerca di recuperare consensi

27 maggio 2025
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Ennesima retromarcia in arrivo, sulla politica economica e sociale, per il governo laburista britannico di Keir Starmer, impegnato a cercare di frenare l'emorragia di consensi piovuta sul Labour dopo appena una decina di mesi al potere e le polemiche interne sulla stretta imposta finora su vari dossier del welfare nell'ambito di una contestata politica economica all'insegna del rigore, se non dell'austerità.

Dopo l'inversione a U sui sussidi ai pensionati per il caro riscaldamento - dapprima negati, quindi in parte riesumati dal premier - stavolta in ballo c'è un ripensamento sul tetto fissato per gli assegni familiari, limitati nei mesi scorsi a due soli figli, in un paese in cui le sacche di povertà crescono, con il solo voto contrario di un drappello di deputati della sinistra interna laburista, a suo tempo sospesi dal gruppo parlamentare di maggioranza.

"Ci stiamo lavorando", ha confermato oggi alla BBC la ministra dell'Istruzione Bridget Phillipson dopo le anticipazioni dei giornali. Phillipson, chiamata a coordinare con la titolare del ministero del lavoro Liz Kendall una task force ad hoc sulla povertà infantile, ha sottolineato che una svolta "costerebbe molto denaro" nel bilancio pubblico; ma ha aggiunto che si sta "cercando una soluzione" nell'ambito di una "non facile" riforma più ampia del sistema sociale: da annunciare entro l'autunno.

A spingere Starmer sono del resto gli ultimi sondaggi, tuttora sconsolanti per il Partito laburista a dispetto dei tentativi di sbandierare una presunta statura internazionale del premier dietro il suo ruolo leader nella cosiddetta coalizione dei volenterosi per l'Ucraina o sullo sfondo degli accordi commerciali post-Brexit con USA, India e UE.

Sondaggi che danno il Labour sprofondato fra il 21 e il 25% dei consensi nazionali: un po' meglio dei conservatori (in crisi) di Kemi Badenoch, ma distaccati da Reform UK, formazione trumpiana che si consolida per ora al primo posto - attorno o sopra un inedito 30% - in barba alle accuse laburiste d'assenteismo parlamentare al suo leader Nigel Farage.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni