Il nuovo cancelliere tedesco si impegna a rafforzare la Bundeswehr e a mantenere l'unità con gli alleati europei e americani
"L'Occidente non deve lasciarsi dividere". Friedrich Merz, nel primo discorso pronunciato da cancelliere davanti al Bundestag, parla da leader e coniuga l'impegno in prima persona: "Farò ogni sforzo per continuare a creare la massima unità possibile fra partner europei e americani".
Il successore di Olaf Scholz si è quindi spinto a ringraziare Donald Trump per il sostegno alla richiesta della tregua di 30 giorni tra Mosca e Kiev: "Potrebbe aprire uno spiraglio per rendere possibili i negoziati di pace in Ucraina". Un lungo passaggio sulla necessità della deterrenza in Europa - "che allontana gli aggressori, mentre la debolezza li invita" - contiene poi un intento chiaro: "In futuro, il Governo federale fornirà tutte le risorse finanziarie di cui la Bundeswehr ha bisogno per diventare l'esercito più forte d'Europa in termini convenzionali". "Questo è appropriato - ha aggiunto - per il Paese più popoloso ed economicamente più forte d'Europa. Anche i nostri amici e partner se lo aspettano da noi, anzi lo esigono". "E collaboreremo molto più strettamente coi nostri vicini europei sulle questioni relative a difesa e armamenti", ha sottolineato, in un discorso deciso sugli interessi tedeschi, ma di respiro europeista.
Eletto appena una settimana fa cancelliere (ma è già stato a Parigi, Varsavia, Bruxelles e Kiev e ha avuto due telefonate con Trump) il nuovo leader della Repubblica federale tedesca ha toccato tutti i temi principali di politica estera ed interna: un manifesto della futura azione del governo, che dovrà riportare la Germania ad essere "ammirata come locomotiva della crescita", e rimettere ordine sull'immigrazione, con "più controlli, respingimenti e rimpatri", e senza fughe in avanti, in armonia col diritto europeo. Introdotto dal concetto sovraordinato della "responsabilità", un richiamo al programma firmato coi socialdemocratici, l'intervento davanti ai parlamentari è stato però anche il momento in cui l'ex avvocato milionario ha fatto capire che si occuperà molto di politica estera. Il democristiano tornato sulla scena sul finire dell'era Merkel, con l'ambizione (a lungo frustrata) di succederle, ha citato Helmut Kohl, per poi spronare il continente: "L'Europa deve stare insieme, e deve essere proprio ora più unita che mai. Faremo in modo che faccia un passo avanti", ha aggiunto accennando a un necessario approfondimento del mercato unico. La Germania assumerà più responsabilità nell'Ue come nella Nato, ha promesso anche. L'Ucraina è la questione affrontata più a lungo: non potrà esserci un diktat sulla pace, ha ribadito, affermando che in gioco, per Vladimir Putin, ci sarebbe ben più del futuro di Kiev.
E il ruolo di Berlino è stato definito con toni più incisivi del passato: "È chiaro che non siamo parte della guerra e non vogliamo diventarlo. Ma non siamo nemmeno una terza parte non coinvolta o un mediatore neutrale tra i fronti". La Germania è "senza se e senza ma" con l'Ucraina. Fra gli scranni ad applaudire, con cautela e sotto tono, l'ex cancelliere Scholz, declassato dalle elezioni a deputato semplice. All'avversario maltrattato in passato, Merz ha riservato parole importanti: occorre cambiare politica, ma la reazione del leader dell'Spd, che riconobbe e lanciò "la svolta epocale" subito dopo l'invasione di Putin fu di portata "storica". Un aggettivo che non ha mai voluto usare per l'opera politica di Angela Merkel.