Estero

La Germania intensifica i controlli alle frontiere e respinge i richiedenti asilo

Il governo Merz adotta misure dure per frenare l'ascesa dell'ultradestra, suscitando reazioni internazionali

7 maggio 2025
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

La Germania rafforza i controlli alle frontiere e da ora in poi potrà respingere anche i richiedenti asilo. Il primo atto del governo Merz risponde a una promessa che anima il dibattito interno da mesi: la svolta dura sui migranti, con la quale la Grosse Koalition cercherà di frenare l'ascesa dell'ultradestra.

Il nuovo governo si è messo immediatamente al lavoro, mentre il Kanzler ha affrontato le due visite di rito, volando a Parigi e a Varsavia, come ogni leader tedesco fa il giorno dopo il giuramento. Ma proprio sulle politiche migratorie ha registrato il primo altolà dal collega polacco: "Se qualcuno introduce un controllo alla frontiera polacca, la Polonia farà altrettanto. E questo a lungo andare non avrà senso", ha replicato Donald Tusk, sollecitando attenzione alle frontiere comuni esterne senza inasprimenti nell'area Schengen. "Saremo duri su questo qui ma speriamo in una soluzione comune europea", ha concluso. Merz ha avuto un atteggiamento diplomatico, assicurando di aver contattato il suo ministro per collaborare con i vicini e trovare soluzioni comuni.

La fumata nera del primo scrutinio, che ieri ha rallentato l'insediamento dell'esecutivo con un flop dalle dimensioni storiche facendo tremare la Repubblica, ha intaccato il decollo della nuova GroKo anche sulla stampa nazionale, che non ci è andata leggera: "Friedrich, il secondo", lo ha battezzato Handelsblatt. Ma l'eterno rivale di Angela Merkel, arrivato finalmente alla guida del Paese, è allenato a incassare colpi e sconfitte e non si è fatto impressionare: "è una piccola macchia" sulle prime battute del cammino, ha ridimensionato la cosa. All'indomani della nomina ricevuta dal presidente, tutti i ministri si sono insediati, affrontando il passaggio del testimone con gli esponenti del cosiddetto "Semaforo" di Olaf Scholz. E Alexander Dobrindt, il ministro della Csu bavarese titolare degli Interni, è stato l'unico a convocare subito la stampa, per annunciare le nuove misure.

La Germania rafforzerà i controlli ai confini, raddoppiando le forze di polizia. Stando allo Spiegel si raggiungerà il numero di 1200 agenti con turni di lavoro da 12 ore. Un modo per aumentare significativamente l'attuale forza di 11.000 unità operative sulla sorveglianza e il numero di posti di controllo. Inoltre Dobrindt ha annunciato di aver rimosso le istruzioni del 2015 che impedivano di respingere i richiedenti asilo.

Intanto è stato lo Spiegel a pubblicare gli stralci del rapporto col quale i Servizi interni hanno classificato Afd come partito di estrema destra. Afd minaccia "una guerra contro il governo", denuncia una "jihad dei coltelli" nelle strade tedesche, vuole "la remigrazione di milioni di persone", scrive il magazine, rivelando alcuni degli elementi che emergono da circa 1.108 pagine di atti dell'Ufficio federale per la protezione della Costituzione. "I funzionari dei partiti distinguono fra tedeschi 'autentici' e tedeschi 'da passaporto'". A causa del loro background migratorio questi ultimi verrebbero ritenuti cittadini 'di serie B'.

Nel rapporto si fa riferimento al progressivo spostamento verso destra di Afd, fino a che "la corrente etnico-nazionalista ne ha preso completamente il controllo", vale a dire il gruppo che fa riferimento a Bjoern Hoecke. I servizi, conclude Spiegel, non ritengono "che le forze più moderate all'interno dell'Afd possano ancora ribaltare il carattere anticostituzionale dell'intero partito".

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni