Il volume 'La Meute' descrive metodi brutali e intimidazioni nel partito di sinistra radicale francese
''Minacce, pressioni, purghe". Imbarazzo nella France Insoumise (Lfi) in vista dell'uscita domani in Francia di un libro inchiesta su Jean-Luc Mélenchon, il leader della sinistra radicale francese, accusato di dominare il partito con il pugno di ferro, tra metodi brutali, minacce e intimidazioni.
Intitolato 'La Meute', il libro inchiesta firmato dai giornalisti Charlotte Belaïch (Libération) e Olivier Pérou (Le Monde) analizza i metodi di Mélenchon - per tre volte candidato sconfitto nella corsa all'Eliseo - per garantire i mezzi della sua leadership nel proprio campo e sgomberare la strada in vista di una quarta candidatura alle presidenziali del 2027.
Pubblicato per Flammarion, il volume frutto di due anni di lavoro lungo i quali gli autori hanno intervistato oltre 200 persone legate alla sfera 'Insoumis', di cui molte a volto scoperto, si spinge fino a descrivere ''comportamenti da setta''. Un 'sistema', quello mélenchonista, totalmente organizzato intorno alla figura del leader, dove intimidazioni e minacce sarebbero moneta corrente. Mélenchon è "un uomo violento'', ha detto stamattina la stessa Belaïch, intervistata ai microfoni di France Inter, al fianco del collega Pérou.
Il libro rivela, tra l'altro, diversi messaggi inviati dal leader Insoumis a compagni di partito o alleati di sinistra. ''Come quel messaggio inviato alla segretaria ecologista, Marine Tondelier, che aveva deplorato le lotte intestine alla gauche: 'Avrai la dose che ti meriti''', le avrebbe scritto Mélenchon. "Una violenza - aggiunge la giornalista - che si propaga in tutto il movimento''.
''In realtà, non c'è nulla di nuovo in questo libro'', ribatte il deputato Insoumis, Manuel Bompard, aggiungendo: ''Di libri così ce ne sono già stati una decina. Non interessano nessuno". Fedele al suo leader, Bompard bolla 'La Meute' come un'opera di ''fiction''. ''Lfi non corrisponde assolutamente a ciò che dice questo volume'', gli fa eco la capogruppo all'Assemblea Nazionale, Mathilde Panot, denunciando un libro che contiene a suo avviso ''bugie su bugie''.
Nel volume, vengono anche trattate le accuse di antisemitismo nonché la cosiddetta purga, seguita alle ultime elezioni politiche, quando diversi ex fedelissimi di Mélenchon vennero scartati dal partito, in opposizione alle pratiche interne di Lfi.