Estero

Il presidente argentino Javier Milei attacca la stampa accusandola di falsità

Milei critica duramente i media, definendoli una casta peggiore dei politici, mentre l'Argentina scende nel ranking della libertà di stampa

2 maggio 2025
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Il presidente argentino Javier Milei si è scagliato negli ultimi giorni contro la stampa che mette in dubbio i risultati e la sostenibilità del programma economico del suo governo o che insiste nell'evidenziare presunte contraddizioni di ordine politico e ideologico in cui incorrerebbe il capo dello Stato.

"Non odiamo abbastanza i giornalisti". Questo il messaggio trasmesso da Milei in uno dei numerosi post pubblicati nelle ultime ore sul suo profilo X dove accusa la stampa di mentire e di appartenere ad una "casta anche peggiore a quella dei politici".

Tredici delle ultime 20 pubblicazioni sul social di Elon Musk sono dedicate ad attaccare presunte falsità diffuse da alcuni conosciuti giornalisti della televisione e della stampa argentina, molti dei quali non associabili all'opposizione.

Gli attacchi includono uno diretto espressamente al quotidiano Clarín, a cui da settimane è riservato un post "fissato" in cima alla timeline del profilo dove si afferma che i suoi giornalisti "non smettono di attaccare il governo" colpevole di voler "difendere gli argentini dagli abusi derivanti dalla posizione dominante" nel sistema dei media argentini.

L'offensiva del governo non risparmia nelle ultime ore neanche il quotidiano La Nación, di orientamento tradizionalmente conservatore, il cui principale analista politico, Carlos Pagni, è stato oggetto di un attacco diretto per aver associato l'attuale contesto politico globale ad una "torre di Babele" paragonabile a quella degli anni tra le due guerre mondiali.

Una linea, quella dell'attacco ai media, che viene seguita e promossa adesso anche da altri funzionari dell'esecutivo. Il ministro dell'economia, Luis Caputo, afferma in un post che quella del giornalismo "è una professione dedicata a scomparire a meno che non cambi" mentre il principale consigliere del governo, il potente Santiago Caputo ha ammonito: "Non odiamo abbastanza i 'giornalisti', per adesso".

Secondo l'ultimo rapporto della ONG Reporter senza Frontiere (RSF) l'Argentina è scesa di 47 posti nel ranking della libertà di stampa nel 2024 e figura adesso all'87esimo posto su 180 paesi. Secondo RSF "l'ascesa al potere di Javier Milei, apertamente ostile alla stampa, segna una nuova e preoccupante svolta per la garanzia del diritto all'informazione nel Paese".