Estero

Dialogo tra Vaticano e Russia per scambi umanitari e cessate il fuoco in Ucraina

Colloquio tra l'arcivescovo Gallagher e il ministro Lavrov su pace e cooperazione umanitaria

4 aprile 2025
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Mentre i negoziati per un cessate il fuoco in Ucraina arrancano, va avanti l'ormai consolidato asse di dialogo tra la Santa Sede e la Russia riguardante l'azione vaticana in campo umanitario e la possibilità di favorire scambi di prigionieri con Kiev. È di oggi un colloquio telefonico tra l'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, e Serghei Lavrov, ministro degli Affari esteri della Federazione Russa.

Il dialogo, ha riferito la Sala stampa della Santa Sede, "è stato dedicato al quadro generale della politica mondiale, con particolare attenzione alla situazione della guerra in Ucraina e ad alcune iniziative volte a fermare le azioni belliche".

"È stata anche ribadita la disponibilità della Santa Sede a continuare l'impegno umanitario nelle questioni riguardanti lo scambio di prigionieri", ha aggiunto. Infine, "sono state esaminate anche alcune questioni relative alla vita religiosa e, in particolare, alla situazione della Chiesa cattolica nella Federazione Russa".

A stretto giro Il ministro Lavrov ha espresso "gratitudine alla Santa Sede per la sua assistenza nel risolvere le questioni umanitarie" relative al conflitto in Ucraina, durante la conversazione telefonica avuta con mons. Gallagher, ha reso noto la diplomazia russa. Il ministero ha sottolineato che si è parlato della situazione in Ucraina alla luce dei colloqui tra la Russia e gli Usa, e le parti hanno espresso "il reciproco interesse a continuare il dialogo costruttivo". In questi mesi, la Russia ha più volte manifestato di ritenere la Santa Sede un interlocutore nella partita riguardante l'Ucraina, sia per la posizione "equilibrata" sempre mantenuta dal Vaticano, sia per quella "diplomazia umanitaria" tanto cara al Papa e al suo inviato di pace, cardinale Matteo Zuppi.

La Santa Sede "ha seguito coerentemente una linea di giustizia ed equilibrio, facendo appello a una soluzione pacifica e dichiarando la sua disponibilità a contribuire a questo in ogni modo possibile", aveva rilevato il 13 febbraio scorso Artyom Studennikov, direttore del primo Dipartimento europeo del ministero degli Esteri. Secondo il diplomatico russo, "l'approccio costruttivo" del Vaticano è "in aperto contrasto con il fine dichiarato dall'Occidente collettivo di infliggere una sconfitta strategica alla Russia, l'infinito pompaggio di armi sempre più letali verso l'Ucraina e la prosecuzione del conflitto".

Anche le due missioni a Mosca, nel giugno del 2023 e nell'ottobre del 2024, del card. Zuppi, hanno portato a "risultati concreti nella cooperazione russo-vaticana su aspetti umanitari". Tra questi, "il lavoro per riunire ai loro familiari i bambini evacuati dalle zone di combattimento".

Il 23 gennaio, a sottolineare positivamente da Mosca la collaborazione col Vaticano in ambito umanitario era stata la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova: "con la partecipazione personale attiva dell'inviato papale alla soluzione pacifica in Ucraina, il cardinale Matteo Zuppi, 16 dei nostri militari feriti sono tornati in Russia nell'ambito di due recenti scambi di prigionieri di guerra russo-ucraini. Ciò è avvenuto il 30 dicembre 2024 e il 15 gennaio di quest'anno. Speriamo di continuare questa cooperazione costruttiva e produttiva con il Vaticano sulle questioni umanitarie".