Estero

Ricchi sempre più ricchi, ma la tassa sui Paperoni divide il G20

Il Brasile capofila appoggiato anche dalla Francia. L’americana Yellen: ‘Difficile coordinarsi, ogni Paese faccia per sé’

Il presidente brasiliano Lula, capofila della lotta ai Paperoni
(Keystone)
25 luglio 2024
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Il G20 a guida brasiliana prova a muovere un primo timido passo sulla tassazione del patrimonio di tremila miliardari sparsi per il mondo, ma la strada è in salita, il gruppo è diviso, e ci vorranno anni. A lasciare aperto uno spiraglio è un paragrafo, nel documento delle conclusioni del vertice dei ministri delle Finanze e delle Banche centrali, in cui si afferma la disponibilità comune a "considerare prime azioni in questa direzione".

Un po‘ poco, con Paesi come Germania e Stati Uniti contrari. "Non serve", ha detto la segretaria al Tesoro Usa, Janet Yellen. Ma pur sempre un risultato per quanti, come il Brasile, sono decisi a non arrendersi. "Questa settimana sarà decisiva", ha annunciato il ministro della Fazenda, Fernando Haddad. Ci sarà un "impulso all'agenda" sulla proposta della tassazione del 2% delle ricchezze dei paperoni (avanzata dall'economista francese Gabriel Zucman) che secondo le proiezioni, a regime potrebbe raccogliere fino a 250 miliardi l'anno, circa 5 volte l'importo che le 10 maggiori banche multilaterali hanno dedicato alla lotta alla fame e alla povertà nel 2022.

I dati

D'altra parte, secondo l'ultimo studio di Oxfam, la ricchezza media di un esponente dell'1% più facoltoso su scala globale è aumentata di quasi 400mila dollari contro i 335 dollari (appena 9 centesimi al giorno), incamerati in media da un rappresentante appartenente al 50% più povero del pianeta, mentre nel 2023 733 milioni di persone hanno sofferto la fame: una persona su 11 nel mondo.

Si tratta di "una costruzione molto delicata, e non succederà da un giorno all'altro", ha insistito Haddad, ricordando che per "i pilastri dell'Ocse è stato necessario almeno un decennio". "Siamo tutti consapevoli che si tratta di una competenza dei singoli Paesi, difficile da superare con schemi globali, ma penso che le difficoltà non pregiudichino l'impegno comune", ha indicato il commissario europeo Paolo Gentiloni.

Secondo l’italiano Giancarlo Giorgetti, la partita è strettamente connessa al dossier sulla tassazione internazionale nell'agenda del G20, praticamente ancora in alto mare. E se la proposta gode dell'appoggio di Francia, Spagna e Sudafrica, per la Germania e gli Stati Uniti non vola. "Non c’è bisogno di negoziare un accordo internazionale per la tassa ai super-ricchi – ha tagliato corto Yellen –. Le politiche fiscali sono molto difficili da coordinare a livello globale. Non vediamo la necessità e non crediamo che sia desiderabile. Crediamo che ciascun Paese debba fare in modo che il proprio sistema di tassazione sia equo e progressivo".

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