stati uniti

Bannon si appella alla Corte Suprema per evitare il carcere

L’ex ideologo di Trump si gioca l’ultima carta. Attesa la prossima settimana la sentenza sull'immunità dell’ex presidente

Steve Bannon in aula
(Keystone)
21 giugno 2024
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Steve Bannon tenta il tutto per tutto per evitare di trascorrere i prossimi quattro mesi dietro le sbarre. L'ex stratega di Donald Trump, condannato quasi due anni fa per oltraggio al Congresso, ha infatti chiesto alla Corte Suprema di ritardare la sua incarcerazione, prevista il primo luglio, e dare tempo ai suoi avvocati di ricorrere in appello contro la sentenza.

Una mossa azzardata e che quasi sicuramente non avrà l'esito auspicato dal blogger di estrema destra visto che qualche tempo fa il massimo tribunale americano ha respinto la stessa richiesta da parte di un altro ex fedelissimo del tycoon, Peter Navarro, ma che indica come Trump e la sua cerchia cerchino di approfittare della maggioranza conservatrice della Corte.

Stessa tattica

Gli argomenti dell'avvocato di Bannon, David Schoen, per impugnare la condanna non sono molto diversi da quelli usati dal team difensivo di Trump in ogni processo a suo carico: il caso dell'ex stratega è "stato strumentalizzato per ragioni politiche" e solleva "gravi questioni costituzionali" che devono essere esaminate dai nove saggi.


Keystone
Bannon e Trump nello Studio Ovale della Casa Bianca nel 2017

L'ex consigliere di ‘The Donald’ è stato condannato da una giuria federale a Washington per non aver rispettato un mandato di comparizione e la richiesta di documenti da parte della Commissione speciale della Camera che indagava sull'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021 e ha tempo fino al primo luglio per consegnarsi alle autorità. Sarà poi portato nella prigione di Danbury, in Connecticut, in una struttura dedicata ai criminali ‘colletti bianchi’, e non come sperava in un ‘Club Fed’, come negli Stati Uniti sono chiamate le carceri di minima sicurezza dove scontano la pena molti condannati non violenti.

Attesa per il tycoon

Intanto cresce l'attesa per la decisione forse più importante degli ultimi quattro anni da parte della Corte Suprema, quella sull'immunità presidenziale rivendicata da Trump contro tutti i procedimenti penali a suo carico. I saggi hanno ascoltato le parti in aprile e sono sembrati scettici sull'immunità assoluta, anche se la maggioranza potrebbe essere aperta a concedere una qualche forma di protezione all'ex presidente.

Il tempo stringe e la decisione dovrebbe essere annunciata la prossima settimana dopo che anche questa, come quella scorsa, si è chiusa senza una sentenza sull'argomento. La Corte Suprema ha compiuto comunque un passo importante nelle ultime ore confermando il divieto di possedere armi per chi ha commesso violenza domestica. La sentenza, che ripristina una legge del 1994 ribaltata da una Corte d'appello di New Orleans, è stata accolta con favore da Joe Biden. "Grazie alla decisione di oggi le vittime e le loro famiglie potranno continuare ad avere protezioni fondamentali, proprio come hanno fatto negli ultimi tre decenni", ha affermato il presidente americano in una nota.

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