Italia

Operazione anti 'ndrangheta, perquisizioni anche in Svizzera

A finire in manette in Calabria 14 persone legate alla cosca dei Maiolo, con ramificazioni nella Confederazione e in Germania

Immagine di archivio
(Ti-Press)
21 giugno 2024
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Sono accusati di un triplice omicidio commesso il 25 ottobre del 2003 a Gerocarne, alcune delle 14 persone arrestate stamani, 21 giugno, nell'ambito di un'operazione condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia con il coordinamento della Dda di Catanzaro.

Un triplice omicidio, conosciuto come la "Strage dell'Ariola", nel quale vennero uccisi a colpi di fucile calibro 12, i cugini Giovanni e Francesco Gallace, di 41 e 27 anni, titolari di un'impresa di movimento terra, e un loro dipendente, Stefano Barillaro, di 24. Un'azione che rientrava nell'ambito di una lunga e sanguinosa faida tra famiglie rivali che si contendevano l'egemonia criminale sul territorio. E proprio la famiglia a cui viene attribuita la responsabilità del triplice omicidio, quella dei Maiolo, della locale di Ariola, è stata colpita dall'operazione di oggi.

Dall'indagine è emerso il protrarsi, nonostante precedenti provvedimenti giudiziari, dell'operatività, nell'area delle "Preserre" vibonesi, della cosca di ’ndrangheta Maiolo ricompresa nella "locale dell'Ariola", con proiezioni economico-criminali in Piemonte, Abruzzo, Svizzera e Germania. Gli investigatori hanno ricostruito l'attuale assetto del sodalizio, che si è determinato dopo un cruento scontro con un altro gruppo, nell'alternanza degli equilibri criminali, anche con riti di affiliazione avvenuti in carcere, dimostrando in tal modo "la perseverante capacità di penetrazione della 'ndrina all'interno degli istituti carcerari".

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, anche di diversi casi di estorsione, coltivazione di sostanze stupefacenti, concorrenza illecita, turbata libertà degli incanti, rapine, reati in materia di armi, aggravati dalle modalità e finalità mafiose.

Contestualmente agli arresti, i circa 200 carabinieri che stanno partecipando all'operazione condotta, oltre che nel Vibonese, nelle province di Reggio Calabria, Pescara, Chieti e Torino, stanno eseguendo numerose perquisizioni nei confronti di ulteriori soggetti per i quali è stato ipotizzato il coinvolgimento nelle vicende illecite, alcuni dei quali in Abruzzo e Piemonte e altri in Svizzera.

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