Francia

Gauche unita nel Fronte popolare. Le Pen per ‘unità nazionale’

Altra giornata rocambolesca nella politica francese. Si schiera anche Raphael Glucksmann. Sospesa l’espulsione di Ciotti

In Francia la sinistra si ricompatta di fronte all’avanzata dell’estrema destra
(Keystone)
14 giugno 2024
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"L'unica cosa che conta è che il Rassemblement National non vinca queste elezioni e non governi questo Paese. L'unico modo di farlo è che ci sia un'unione di sinistra": sono le parole con le quali Raphael Glucksmann ha sancito stamattina non soltanto di essere entrato nel Nuovo Fronte popolare, l'unione della gauche, ma di sentirsene il garante. Tanto da anticipare che "non sarà Jean-Luc Mélenchon il candidato della sinistra", da considerarsi per molti una rassicurazione.

Intanto la destra procede per la strada dettata dallo strappo di Eric Ciotti, il presidente dei Républicains che ha ottenuto questa sera una prima vittoria davanti alla giustizia: il tribunale di Parigi, al quale aveva fatto ricorso contro l'espulsione pronunciata nei suoi confronti dai vertici del partito all'unanimità, ha sospeso la decisione del partito per un asserito vizio di forma reintegrando per il momento Ciotti nella massima carica. Questo, in attesa che un altro tribunale, entro 8 giorni, si pronunci sulla sostanza della vicenda e renda o meno la definitiva la sospensione di oggi.

Ciotti è considerato responsabile, da gran parte dei dirigenti del partito di aver infranto il tabù che fa parte della storia del gollismo e del neogollismo e di aver stretto un accordo con Marine Le Pen. La quale, in un'intervista dal suo feudo elettorale di Hénin-Beaumont, nel nord della Francia, ha promesso oggi un "governo di unità nazionale" in caso di vittoria del Rassemblement National (RN) nelle elezioni politiche anticipate convocate da Emmanuel Macron: "C‘è oggi una grande speranza per decine di milioni di francesi", ha affermato. Eric Ciotti resta appeso questa sera alla decisione dei giudici, ai quali ha fatto ricorso contro la sua espulsione, decretata dai vertici dei Républicains.

La settimana più pazza della politica francese si è conclusa con la peggiore chiusura settimanale della Borsa di Parigi negli ultimi 2 anni, e proseguirà nel fine settimana con almeno 300.000 manifestanti annunciati nelle piazze di tutto il paese per protestare contro la prospettiva dell'estrema destra al governo. Il ministero dell'Interno schiererà 21.000 poliziotti.

Dopo 5 giorni di trattative, strappi e pazienti ricuciture, la gauche è riuscita non soltanto ad unirsi, ma a riportare nel gruppo Raphael Glucksmann, l'uomo che ha rianimato il moribondo partito socialista portandolo al terzo posto nelle europee insieme al suo Place Publique. Sembrava una missione impossibile, vista l'incompatibilità fra il liberale figlio del filosofo André, che ha sempre messo al primo posto la libertà dei popoli e i diritti umani.

Sull'Ucraina, sull'antisemitismo - di cui è stato personalmente vittima in campagna elettorale - sull'Europa, sui temi dell'ambiente, la sinistra più radicale, quella de La France Insoumise, non sembrava conciliabile. Glucksmann ha ottenuto garanzie, persino sulla "semantica" da utilizzare nel definire il 7 ottobre in Israele ("massacri terroristici"). Poi, i leader della gauche hanno addirittura annunciato una sorta di programma, un "decalogo" che il rappresentante della France Insoumise, Manuel Bompard, ha definito "di totale rottura" con la politica di Macron. Vi spiccano infatti, ai primi posti, l'abolizione della riforma delle pensioni con il ripristino della pensione a 60 anni, il ritiro della legge sull'immigrazione, una tassa sui più ricchi e un salario minimo di 1.600 euro al mese.

I macroniani hanno fatto subito i conti: "Costerebbe 287 miliardi di euro allo stato e la distruzione di 1,2 milioni di posti di lavoro". Per il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire, è un programma di "delirio totale".

Sul fronte del Rassemblement National (RN), colui che sarebbe il candidato premier in caso di vittoria, Jordan Bardella, ha usato al contrario toni rassicuranti, sottolineando invece con forza che il Fronte popolare "è il nemico numero 1". Ha invitato tutte le forze politiche alla calma, alla vigilia di un weekend che si preannuncia difficile, con decine di migliaia di persone che scenderanno in piazza per protestare contro l'estrema destra: "E’ il momento della pacificazione, la democrazia non si contesta al punto da rifiutare il risultato delle urne", ha detto. "Chiedo sinceramente a tutte le formazioni politiche, comprese quelle di sinistra, di invitare tutti alla pacificazione".

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