argentina

Passa al Senato la legge di Milei, scontri in piazza

Per arrivare all’approvazione ha dovuto fare dietrofront sulle privatizzazioni di tv e compagnie aeree. Ma è comunque caos per le strade di Buenos Aires

Un momento degli scontri a Buenos Aires
(Keystone)
13 giugno 2024
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"Uno spartiacque". Così la maggior parte degli analisti ha definito la recente approvazione da parte del Senato argentino della cosiddetta Legge Base, l'ambizioso pacchetto di leggi sulle privatizzazioni e la deregulation presentato dal governo ultraliberista di Javier Milei. Un voto che è stato raggiunto mentre al di fuori del palazzo legislativo si sono consumati violenti scontri tra polizia e migliaia di manifestanti dell'opposizione, che, nel tentativo di confluire nelle strade adiacenti al Congresso, hanno ricevuto la dura risposta degli agenti con gas lacrimogeni, camion idranti e numerose cariche ai lanci di molotov e pietre che provenivano dalla piazza. La legge era stata respinta nella sua forma originale di 600 articoli e adottata dopo importanti modifiche in 238 articoli dalla Camera dei Deputati in aprile.

Trattative serrate

Per arrivare alla strettissima vittoria in Senato l'esecutivo di fatto ha dovuto negoziare fino all'ultimo momento cedendo anche su diversi fronti: la legge è passata con oltre 40 modifiche rispetto a quella approvata in prima la lettura alla Camera e sono rimaste per strada alcune importanti privatizzazioni, come quella della compagnia di bandiera Aerolineas Argentinas, delle Poste e della Radiotelevisione di Stato (Rta). Allo stesso modo, il capitolo pensionistico è stato eliminato dalla legge, quindi i potenziali beneficiari potranno continuare ad andare in pensione senza avere 30 anni di contributi. La legge ora dovrà tornare alla Camera dei Deputati per l'approvazione definitiva. Con la Legge Base, il presidente - che si auto percepisce come "una talpa all'interno dello Stato" e "un infiltrato nelle fila nemiche" - potrà disporre di uno strumento indispensabile per portare avanti il suo programma di governo.


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La polizia fuori dal Congresso

E che per lo stesso Milei fosse importante l'approvazione della legge è dimostrato d'altra parte dal fatto che pur di ottenere la vittoria era disposto a saltare all'ultimo momento anche l'appuntamento del G7 in Puglia: solo una volta assicurata l'approvazione della ‘Legge Base’ - grazie al voto decisivo della sua vice e presidente del Senato, Victoria Villaruel - il Boeing 757 presidenziale è decollato verso Bari, mentre il comunicato diramato prontamente dell'ufficio della presidenza dava conto della rilevanza del momento, definendo l'approvazione della legge come "storica".

‘La patria non si vende’

Ma la luce verde del Senato alla legge chiave del governo Milei è arrivata tra le violenze di piazza, dove partiti di opposizione, organizzazioni sociali e sindacati erano riusciti a convocare migliaia di manifestanti di fronte al palazzo del Congresso con il motto "la Patria non si vende". Un raduno imponente e inizialmente pacifico è stato rovinato da una serie di gravi incidenti iniziati forse da un gruppo di provocatori. Auto incendiate, gas lacrimogeni e repressione della polizia hanno dominato sui tg più degli argomenti del dibattito che si stava svolgendo in Senato. Il governo ha poi parlato di "gruppi terroristi che con bastoni, pietre e incluso granate hanno cercato di perpetrare un colpo di Stato attentando contro il normale funzionamento del Parlamento" e ha riferito di almeno 24 arresti e di 20 feriti tra gli agenti.


Keystone
Scontri in pieno centro nella capitale

‘Un golpe’

"L'Ufficio del presidente della Repubblica si congratula con le Forze di Sicurezza per l'eccellente operato reprimendo i gruppi terroristi che con bastoni, pietre e incluso granate hanno cercato di perpetrare un colpo di Stato attentato contro il normale funzionamento del Parlamento". Questa la nota ufficiale diramata dall'Ufficio della Presidenza argentina al termine dei gravi scontri.

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