la guerra in ucraina

L’allarme di Oslo: ‘Due-tre anni e Mosca minaccerà la Nato’

La Russia avverte: ‘Colpiremo gli istruttori francesi che aiutano Kiev’

Dmitry Peskov
(Keystone)

Dopo il conflitto in Ucraina, la Russia sarà in grado di ricostituire le sue forze in un arco di tempo più breve di quanto previsto finora, forse già in due o tre anni. Un periodo in cui la Nato dovrà quindi cercare di prepararsi per rispondere alla possibile minaccia di un attacco convenzionale. A lanciare l'allarme è stato il capo delle forze armate della Norvegia, Eirik Kristoffersen, mentre cresce la tensione tra Mosca e Parigi per il possibile arrivo di istruttori francesi in Ucraina, che secondo Mosca sarebbero "bersagli legittimi" delle forze russe.

Parlando alla Bloomberg, Kristoffersen ha sottolineato che la produzione militare di Mosca viaggia a pieno regime, e più velocemente di quella europea. "Qualcuno ha detto che ci vorranno 10 anni" perché la Russia ricostituisca il suo potenziale, ma ora questo lasso di tempo è da considerarsi notevolmente ridotto, ha aggiunto il comandante in capo delle forze di Oslo.

La minaccia di Peskov

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha intanto avvertito che "tutti gli istruttori coinvolti nell'addestramento dei militari del regime ucraino non hanno alcuna immunità, che siano francesi o meno". Quindi saranno considerati "obiettivi legittimi", ha concluso il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, dicendosi convinto che essi "stiano già lavorando in Ucraina", come soldati dell'esercito francese o "mercenari". Il presidente Emmanuel Macron aveva dapprima ipotizzato l'invio di truppe sul terreno, e poi la creazione di un coordinamento europeo per mandare istruttori.

A conferma dell'allarme che regna a Mosca intorno alla vicenda, alcuni manifesti sono stati affissi da mani ignote nei pressi dell'ambasciata di Parigi con l'invito ai soldati francesi ad arrendersi. "Francesi, non ripetete gli errori dei vostri antenati", si legge sui poster, apparsi ad alcune fermate degli autobus, in cui appare la fotografia di Edgard Puhaud, comandante della divisione delle SS francesi Charlemagne, distrutta dalle forze russe nel 1945 durante la loro avanzata nella Germania orientale. "Chiamate Volga 149.200", si legge ancora sui manifesti. Vale a dire la parola d'ordine e la frequenza radio create dalle forze russe per i soldati ucraini e per combattenti stranieri in Ucraina che si vogliono arrendere.

Le decisioni di Macron

La polemica anti-francese è alimentata anche dall'assenso dato da Macron all'uso da parte delle forze di Kiev di armi fornite da Parigi per colpire il territorio russo. Una posizione che accomuna la maggior parte dei Paesi Nato, primi fra tutti gli Stati Uniti. Ieri diversi blogger militari russi e ucraini avevano dato notizia del primo bombardamento compiuto con missili americani Himars contro una postazione della difesa antiaerea nella regione russa di Belgorod, anche se né Kiev né Mosca hanno confermato.


Keystone
Carro armato delle milizie pro-russe

La Russia ha messo in guardia gli Usa dal commettere "errori fatali", ma Joe Biden ha detto in un'intervista al Time di non ritenere che ci sia il pericolo di una guerra con Mosca. Per arrivare alla pace, ha aggiunto il presidente americano, bisogna "assicurarsi che la Russia non occupi mai, mai, mai, mai l'Ucraina".

La battaglia sul campo

Per quanto riguarda gli sviluppi sul terreno nelle ultime 24 ore, i servizi d'emergenza locali, citati dai media ucraini, hanno detto che otto persone, tra cui un neonato, sono rimaste ferite in un bombardamento russo sulla città di Dnipro. Da parte loro le forze armate di Kiev hanno dapprima annunciato su Facebook di avere colpito con missili un traghetto in Crimea e un terminal petrolifero russo nel territorio di Krasnodar. Ma poi hanno cancellato il messaggio senza dare spiegazioni. L'epicentro del conflitto, secondo Volodymyr Zelensky, resta il Donbass e non Kharkiv: "la maggior parte dei combattimenti e gli attacchi più massicci dei russi sono concentrati nella regione di Donetsk".

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