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19.09.2022 - 11:53
Aggiornamento: 14:41

Stuprò e drogò giovani donne sulla sua Terrazza

Alberto Genovese, ex imprenditore del web, è stato condannato a otto anni e quattro mesi di carcere

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Violenze

A Milano è stato condannato a otto anni e quattro mesi Alberto Genovese, ex imprenditore del web imputato con l’accusa di aver violentato, dopo averle rese incoscienti con mix di cocaina e ketamina, due modelle. Una vittima, di 18 anni, è stata stuprata durante una festa il 10 ottobre 2020 nell’attico Terrazza Sentimento di Genovese a Milano, l’altra di 23 anni ospite in una villa di lusso a Ibiza nel luglio precedente.

La pena è stata fissata dal giudice dell’udienza preliminare (Gup) di Milano, Chiara Valori, nel processo abbreviato. È stata condannata a 2 anni e cinque mesi anche l’ex fidanzata Sarah Borruso, che era imputata per il caso di Ibiza. Il Gup ha dunque riconosciuto tutte le imputazioni contestate dai pubblici ministeri (pm). Per Genovese il procuratore aggiunto Letizia Mannella e i pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini avevano chiesto 8 anni. La condanna, dunque, è in linea con le richieste dell’accusa e il Gup col verdetto (motivazioni tra 90 giorni) ha riconosciuto entrambi gli episodi di violenza con cessione di droga che erano contestati.

"Abusavo di droghe, non controllavo più la realtà e ho capito solo dopo, riguardando quei video, che la ragazza aveva manifestato il suo dissenso", aveva detto l’ex imprenditore, interrogato davanti al Gup e piangendo alla fine, per cercare di giustificare il suo comportamento sulla 18enne nell’attico di lusso. La sua consulenza difensiva aveva parlato di un vizio di mente dovuto all’uso massiccio di cocaina.

Per questo caso di abusi durati 20 ore sono state decisive le immagini delle telecamere a circuito chiuso piazzate da Genovese pure nella camera da letto dell’attico di Milano con vista sul Duomo. L’imprenditore avrebbe tentato di distruggerle, senza riuscirci. Il legale della modella, parte civile, aveva chiesto un risarcimento fino a quasi 2 milioni di euro.

Genovese, finito in carcere il 6 novembre 2020 nelle indagini della Squadra Mobile, è ora ai domiciliari in una clinica per disintossicarsi. Davanti al giudice era imputato per violenza sessuale aggravata, detenzione e cessione di stupefacenti e lesioni. Nel contesto di quei festini organizzati dal 45enne, i cui temi erano l’uso di droghe ma anche il sesso estremo, in un quadro "di aberrazioni condivise" e di "devastazione e degrado umano", hanno sostenuto i pm, Genovese, un nerd diventato "mister 200 milioni di euro", era ormai abituato ad avere tutto e a "prendersi tutto" ciò che voleva. E ha superato "scientemente, consapevolmente il limite", quello del consenso delle ragazze, violentandole per ore mentre erano ridotte in uno stato di "incoscienza". Sul caso di Ibiza (ci sono agli atti testimonianze, non immagini), l’ex fondatore di start-up digitali si era difeso, invece, parlando di "rapporti consenzienti". Per questo caso è stata condannata per i presunti abusi anche l’ex fidanzata, come chiedevano i pm.

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