25.08.2022 - 16:02
Aggiornamento: 20:24

Ricollegata la centrale atomica di Zaporizhzhia

L’impianto, il più grande d’Europa, era stato ‘totalmente scollegato’ dalla rete nazionale ucraina. Putin mobilita altri 137mila uomini.

Ats, a cura di Red.Web
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Roma – La centrale nucleare di Zaporizhzhia è sempre più esposta alla guerra, con il rischio di un disastro di proporzioni inimmaginabili. Il nuovo segnale di allarme è arrivato quando l’impianto si è disconnesso dalla rete elettrica ucraina, per la prima volta in 40 anni di attività. Tra le accuse reciproche di Mosca e Kiev di aver provocato l’incidente con i continui bombardamenti sulla zona. Il collegamento, dopo alcune ore, è stato ripristinato, ma gli esperti temono che di questo passo la sicurezza del sito possa venire compromessa.

A questo punto la speranza, espressa dal direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi, è che la sua agenzia possa ispezionare l’impianto «a giorni». La preoccupazione maggiore è che i meccanismi di sicurezza possano saltare se l’impianto perdesse tutta la sua potenza.

A Mosca intanto Vladimir Putin ha risposto firmando un decreto per aumentare gli effettivi delle forze armate di 137mila unità, per arrivare a oltre 1 milione e 150mila, una crescita del 10%. Il presidente russo può contare anche sulla sempre più stretta partnership con la Cina. Pechino ha comunicato che l’interscambio con Mosca toccherà un nuovo record quest’anno, e soprattutto si stanno ultimando i preparativi per le imminenti esercitazioni militari congiunte.

L’‘Economist’, infine, traccia un bilancio delle sanzioni, negativo per l’Occidente: dopo un primo momento di sbandamento, l’economia russa si è stabilizzata, il colpo del ko non c’è stato, "mentre in Europa la crisi energetica potrebbe innescare una recessione".

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