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18.08.2022 - 21:37
Aggiornamento: 22:45

Usa e Taiwan lanciano negoziati commerciali, ira della Cina

Sale ancora la tensione con Pechino dopo la visita di Pelosi a Taipei

Ansa, a cura di Red.Estero
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I giornali locali dopo la visita di Pelosi a Taiwan (Keystone)

Gli Stati Uniti e Taiwan annunciano l’avvio di formali trattative commerciali per rafforzare i loro rapporti e scatenano l’ira della Cina, alimentando la tensione già alta fra Washington e Pechino in seguito alla visita della Speaker della Camera Nancy Pelosi a Taipei. I negoziati fra gli Usa e Taiwan inizieranno ufficialmente agli inizi dell’autunno e copriranno 11 aree, dall’agricoltura al clima, con l’obiettivo di rafforzare i rapporti fra i due Paesi e rispondere, afferma l’Ufficio del Rappresentante del Commercio americano in un indiretto riferimento alla Cina, alle "pratiche distorsive delle aziende statali e alle politiche non di mercato".

Le trattative non si tradurranno nell’accordo di libero scambio auspicato da Taipei, ma sono comunque un importante passo in avanti, oltre a essere un conferma del sostegno degli Stati Uniti all’isola nonostante le minacce di Pechino. I negoziati si inseriscono nell’ambito dell’Iniziativa Usa-Taiwan sul commercio del XXI secolo annunciata lo scorso giugno, dopo che Taipei era stata esclusa dalla Indo-Pacific Economic Framework, iniziativa commerciale per controbilanciare l’influenza cinese nell’area.


A caccia di notizie su Taiwan per le strade di Pechino (Keystone)

‘Ennesima provocazione’

Pechino vede naturalmente una provocazione e una violazione della politica dell’Unica Cina. "Ci opponiamo sempre a qualsiasi forma di scambio ufficiale tra qualsiasi Paese e la regione cinese di Taiwan, compresi i negoziati e la firma di accordi con connotazioni sovrane o di natura ufficiale", ha affermato seccamente la portavoce del ministero del Commercio Shu Jueting, assicurando che Pechino adotterà "tutte le misure necessarie per salvaguardare con decisione sovranità, sicurezza e interessi di sviluppo".

Parole che lasciano intravedere possibili ritorsioni e un aumento della tensione fra Usa e Cina, già ai massimi dalla visita di Pelosi a Taipei agli inizi di agosto. Da allora Pechino ha imposto sanzioni a Taiwan su alcuni scambi commerciali e iniziato a mostrare i muscoli intensificando le esercitazioni militari vicino l’isola.

Ottavo partner per gli Stati Uniti

Taiwan è l’ottavo partner commerciale americano e gioca un ruolo cruciale nella fornitura di semiconduttori a livello globale. Se le trattative commerciali avessero successo, le pressioni dei critici su Pelosi si allenterebbero mostrando come la visita si è trasformata in risultati concreti. È però più probabile secondo gli esperti che i negoziati, a prescindere dall’esito, si tradurranno in ulteriori ritorsioni cinesi con il rischio di inasprire ancora di più i toni con Washington. Un possibile incontro fra Joe Biden e il presidente Xi Jinping a margine del G20 di novembre potrebbe offrire spiragli per stemperare la tensione.

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