10.08.2022 - 21:24

Fermata di nuovo la giornalista russa col cartello ‘No War’

Marina Ovsyannikova era apparsa in tv durante un tg inneggiando alla pace: ora rischia fino a dieci anni di carcere

Ansa, a cura di Red.Estero
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Il celebre cartello in diretta tv (Keystone)

Marina Ovsyannikova è stata fermata dalla polizia russa e rischia fino a dieci anni di reclusione per aver avuto il coraggio di condannare l’invasione dell’Ucraina ordinata da Putin. A dare la notizia è stato il suo avvocato, Dmitry Zakhvatov, che ha detto all’Afp che contro la giornalista - nota in tutto il mondo per la sua inattesa protesta in tv contro la guerra - "è stato aperto un procedimento penale" con l’accusa di "diffusione di informazioni false" sull’esercito: un’imputazione di ovvia matrice politica, che si basa su una nuova legge "bavaglio" che in pratica fa rischiare multe e pesanti pene detentive fino a 15 anni di reclusione a chiunque si schieri contro l’invasione dell’Ucraina.

L’avvocato Zakhvatov afferma che le nuove accuse contro Ovsyannikova sono legate a una protesta solitaria di inizio luglio, quando la giornalista si piazzò in una via non lontana dal Cremlino con in mano un cartello in cui denunciava la morte di bambini nella guerra in Ucraina e a terra due bambole e un peluche sporchi di vernice rossa. Secondo il legale, la reporter trascorrerà la notte in un centro di detenzione temporanea, mentre si attende che un tribunale si pronunci su un’eventuale misura cautelare.

In questi mesi, Marina Ovsyannikova non ha mai smesso di criticare la guerra in Ucraina. Già a marzo aveva colto in contropiede la macchina della propaganda del Cremlino presentandosi in diretta durante il tg della tv di Stato con un cartello contro la guerra. Le immagini della reporter con in mano quel grande foglio con la scritta "No war" fecero immediatamente il giro del mondo e costarono a Ovsyannikova l’arresto e una multa di 30.000 rubli. Dopo alcuni mesi all’estero e una breve collaborazione con la testata tedesca Die Welt, la giornalista è tornata in Russia, dove altre volte è stata multata e fermata dalla polizia per i suoi commenti contro la guerra.

Stamattina - stando a quanto racconta lei stessa - una decina di agenti si sono presentati nella sua abitazione e l’hanno perquisita. Il governo russo sta inasprendo sempre di più la repressione contro ogni forma di dissenso. Per la nuova legge liberticida, che proibisce di fatto di criticare l’aggressione militare contro l’Ucraina, sono stati arrestati due oppositori di spicco come Ilya Yashin e Vladimir Kara-Murza, che rischiano pesanti pene, mentre un altro dissidente, Alexey Gorinov, è stato condannato in primo grado a 7 anni.

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