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23.06.2022 - 17:06
Aggiornamento: 20:16

La Corte Suprema Usa consacra il diritto al porto di armi

Bocciate le restrizioni a New York. Secondo ‘i saggi’, il Secondo Emendamento vale anche al di fuori di casa propria. E Smith & Wesson vola a Wall Street

Ats, a cura di Marco Narzisi
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Keystone

La Corte Suprema degli Stati Uniti, con sei voti contro tre, boccia le restrizioni al porto di armi a New York. Il Secondo Emendamento, affermano i "saggi", si applica anche fuori dalla propria abitazione. La decisione consacra di fatto il diritto a girare armanti.

La corte suprema americana ha stabilito che la "giusta causa" prevista a New York per le armi viola la costituzione perché il "Secondo Emendamento protegge i diritti degli individui di portare un’arma con sé fuori casa per autodifesa". La norma di New York bocciata prevedeva la necessità di avere una licenza per portare un’arma in pubblico.

La decisione apre di fatto la strada alla possibilità che un maggior numero di persone possano legalmente portare armi in strada nelle maggiori città.

Commentando a sentenza, la governatrice di New York, Kathy Hochul, ha detto di ritenere "vergognoso " che in un momento come quello attuale la "Corte Suprema decida" di bocciare la legge che a New York limita il porto di armi in pubblico. "In risposta" alla decisione della Corte Suprema "stiamo rivedendo le nostre opzioni. Continuerò a fare tutto quello in mio potere per mantenere i newyorkesi al sicuro dalla violenza delle armi da fuoco", ha aggiunto Hochul.

Dal canto suo la potente lobby delle armi NRA ha dichiarato "vittoria" per il diritto di portare armi in pubblico. "La Corte Suprema ha stabilito che le restrizioni sulle armi a New York sono INCOSTITUZIONALI, vittoria!", si legge sull’account Twitter della lobby. Dopo la decisione, il titolo di Smith & Wesson vola a Wall Street. Il produttore di armi segna un balzo del 7,6%.

Approvato il ricorso di un condannato contro l’iniezione letale

Sempre oggi la corte suprema ha sentenziato a favore di un condannato a morte in Georgia che aveva impugnato il protocollo statale per l’iniezione letale allo scopo di evitare una grave sofferenza e chiesto di essere fucilato da un plotone di esecuzione, un metodo però attualmente non autorizzato nel "Peach State".

Con una decisione 5 a 4, la corte ha stabilito che un prigioniero può fare appello in base alla legge sui diritti civili che consente alle persone di cercare rimedi quando i loro diritti costituzionali sono violati.

Una sentenza che potrebbe rendere più facile per i condannati a morte contestare in tribunale i potenziali metodi di esecuzione.

La seduta della Corte Suprema si invece chiude senza alcuna decisione sull’aborto. L’appuntamento è ora per domani, quando è in calendario una nuova riunione durante la quale i "saggi" comunicheranno le loro decisioni. La Corte Suprema ha ancora 9 casi su cui deve pronunciarsi.

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