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Una violenza inaudita
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Stati Uniti
25.05.2022 - 15:28
Ats, a cura de laRegione

‘Aveva provato a chiamare i soccorsi, ma lui le ha sparato’

Massacro di Uvalde, lo straziante racconto delle piccole vittime della follia omicida del diciottenne

A poche ore dalla strage della scuola elementare di Uvalde, in Texas, iniziano a circolare i nomi e le storie delle vittime del massacro compiuto dal 18enne Salvador Ramos. L’ ennesima Spoon River di una sparatoria americana.

Xavier Lopez aveva 10 anni e qualche ora prima del massacro sua madre era con lui a scuola per una premiazione.

Eliahana Torres, anche lei di 10 anni, non voleva andare a scuola il giorno della strage ma alla fine i genitori l’hanno convinta a non saltare le lezioni.

Le foto di Uziyah Garcia sono state fornite dal nonno Manny Renfro: «Garcia era il bambino più dolce che abbia mai conosciuto», racconta distrutto dal dolore.

I genitori di Makenna Elrod avevano un brutto presentimento dopo la notizia della strage: «Non riusciamo a trovarla, stiamo già andando alle pompe funebri», aveva scritto il padre Brandon poco prima che un amico di famiglia, padre di una compagna di Makenna, gli confermasse la sua morte.

Di Jose Flores, che lascia due fratelli e una sorella, ha parlato lo zio Christopher Salazar: «Era un ragazzino molto felice. Gli piaceva andare a scuola e giocare a baseball. Amava entrambi i genitori... e amava ridere e divertirsi». Martedì, poche ore prima della sparatoria, Jose aveva ricevuto un premio per i suoi voti. «Era molto intelligente», ha aggiunto.

Intanto, si è appreso che Amerie Jo Garza, una delle vittime della sparatoria in Texas, ha provato a chiamare il 911 (il numero di emergenza) quando ha visto il killer. «L’uomo armato è entrato e ha detto ai bambini ’state per morire’», ha raccontato la nonna. «Amerie ha preso il suo telefono e ha chiamato i servizi di emergenza. Lui le ha sparato», ha riferito. Angel Garza, suo padre, ha scritto su Facebook: «Grazie a tutti per le preghiere e per l’aiuto che mi avete dato nella ricerca di mia figlia. È stata trovata. Il mio piccolo amore ora sta volando con gli angeli in alto. Per favore, non date un secondo della vita per scontato. Abbracciate la vostra famiglia. Dite loro che li amate. Ti amo Amerie Jo. Proteggi il tuo fratellino per me».

Negli Stati Uniti «è più facile ottenere una pistola che il latte in polvere», ha dichiarato neanche troppo ironicamente Damion Lee, il giocatore di basket dei Golden Gate Warriors, in riferimento alla sparatoria alla scuola elementare in Texas e alla crisi del latte in polvere, introvabile negli Usa tanto da costringere l’amministrazione a doverlo importare. «È incredibile che cose del genere accadono in questo Paese», ha aggiunto.

«Non si può dire di essere ‘pro-vita’ e sostenere leggi che consentono ai bambini di essere uccisi nelle scuole, e ai fedeli nei loro luoghi di culto. È idolatria della violenza e deve finire», ha affermato dal canto suo la deputata star dei democratici, Alexandria Ocasio-Cortez, intervenendo sulla sparatoria nella scuola elementare del Texas. Il riferimento di Ocasio-Cortez, la pasionaria liberal, è alle stringente legge sull’aborto varata dal Texas da legislatori repubblicani ‘pro-vita’ che però, a suo avviso, sostengono leggi sulle armi facili.

La deputata democratica cavalca così l’acceso dibattito online che lega l’aborto e le armi in Texas.

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