Estero

Museo Van Gogh si trasforma in beauty center per protesta

Ad Amsterdam un’altra azione clamorosa contro le misure antipandemia portate avanti dal governo, accusato da più parti di incoerenza

Opere d’arte
(Keystone)
19 gennaio 2022
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Sotto lo sguardo di Van Gogh, Robyn lucida le unghie a una signora. Un lungo tavolo con smalti e lime sotto gli autoritratti del maestro olandese ha trasformato il Museo Van Gogh di Amsterdam in un salone di bellezza. Lo riporta la Bbc.

La direttrice del museo Emilie Gordenker spera che questa protesta, insieme ad altre messe in campo in Olanda, evidenzi ciò che ritiene sia un’incoerenza nella politica del governo per contrastare la pandemia.

In base alle misure anti-covid olandesi, musei, teatri, bar e caffè non possono aprire, al contrario di parrucchieri, centri estetici e palestre. Ecco perché le estetiste hanno offerto manicure con fiori di ciliegio e notti stellate ispirate al maestro olandese.

«Una visita al museo è sicura ed altrettanto importante quanto andare in un salone di bellezza, forse di più. Chiediamo al governo solo di essere coerente... stabilire le regole in modo che tutti le capiscano. In questo momento non è così», ha detto la Gordenker.

Il Museo Van Gogh non è il solo a protestare. Il centro di dibattiti De Balie, sempre ad Amsterdam ha aggirato le regole aprendo le porte come istituzione religiosa chiamata Società Filosofica, la Comunità della Ragione. Il Mauritshuis, dove è esposta la Ragazza con l’orecchino di perle di Vermeer, si è trasformato in un campo di addestramento per allenamenti, alle porte del parlamento all’Aia.

Il Panorama Mesdag, all’Aja, ha invitato le persone per un pomeriggio di “potenziamento mentale”, mentre il Limburgs Museum si è trasformato in una palestra per la giornata con una sessione di Zumba.

Sono molti i settori della società olandese che condividono l’opinione che la strategia del governo in materia di contenimento del covid 19 sia illogica e contraddittoria.

«Non va, io posso fare il mio lavoro e le persone del museo no», ha detto Mischa, un barbiere, che ha portato la sua tradizionale sedia da lavoro, specchio e rifiniture all’ingresso del Museo Van Gogh. «Guardati intorno. C’è così tanto spazio e le persone possono essere in un supermercato con 300 persone, è pazzesco».

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