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19.01.2022 - 17:16
Aggiornamento : 18:41

Traffico di migranti, decine di arresti tra Italia e Albania

Intanto oltre 55mila firme sono state raccolte in Svizzera per il referendum lanciato dall’Ong Migrant Solidarity Network contro il finanziamento Frontex

Operava tra l’Italia, in particolare il Salento, l’Albania, la Grecia e la Turchia, una organizzazione transnazionale scoperta dalla Guardia di Finanza che era in grado di gestire partenze e arrivi di centinaia di migranti irregolari e di garantire il ritorno alla base degli scafisti sottratti all’arresto e pronti a una nuova traversata.

L’operazione, denominata ‘Astrolabio’ e coordinata da tre Procure, l’antimafia di Lecce, quella greca e quella albanese, ha portato all’esecuzione di 47 ordinanze di custodia cautelare, 25 in Albania, su richiesta della Spak di Tirana e 22 in Italia, tra Puglia, Lombardia, Liguria, Veneto e Campania.

L’indagine è partita nell’aprile del 2020, in pieno lockdown, dopo uno sbarco avvenuto sulla costa leccese e portata avanti sotto il coordinamento di Eurojust. In tutto sono 30 gli episodi migratori accertati, 26 presunti scafisti identificati, 8 quelli arrestati in flagranza di reato, 52 le persone denunciate perché coinvolte nei traffici illeciti.

Oltre 1’100 i migranti rintracciati, partiti quasi sempre dalla Turchia (dove sono stati identificati i capi dell’associazione per i quali si procederà per rogatoria). Gli sbarchi avvenivano sulle coste del Salento, tra Otranto e Leuca o in qualche caso in Calabria. Ogni migrante pagava ai trafficanti dai 6’000 ai 10mila euro per il viaggio, o anche di più a seconda della tratta. Il pagamento avveniva attraverso agenzie fiduciarie.

Quattro le cellule sgominate: due in Italia, una in Albania e una in Turchia, preposte al trasferimento dei migranti irregolari a seconda dei Paesi di provenienza. Uno dei gruppi, operativo su Bari e gestito da un cittadino iracheno residente nel capoluogo, era incaricato della ‘salvaguardia’ degli scafisti che recuperati nei pressi dell’approdo venivano poi riportati in Grecia e da qui in Turchia.

Nelle indagini sono state compiute intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, nonché riprese video e servizi di osservazione e pedinamento che hanno permesso di individuare le rotte tracciate dai trafficanti e delineare per ciascuno dei componenti il ruolo ricoperto.

Dopo uno sbarco nell’aprile del 2020, la Guardia di Finanza rintracciò sulla costa leccese 32 migranti di varie etnie (siriani, egiziani, palestinesi e iracheni) da poco sbarcati e che riconobbero come scafisti due uomini che erano stati poco dopo fermati dalle autorità albanesi in prossimità delle loro coste a bordo di un gommone.

I migranti raccontarono che nei 15 giorni precedenti si erano spostati dalla Grecia all’Albania soggiornando a Tirana, in un appartamento da cui poi erano stati portati a Valona in un’altra casa dove avevano trovato altri migranti in attesa di partire. L’organizzazione si accordava per partenze e pagamenti anche utilizzando gruppi social.

Frontex, riuscito il referendum

Intanto, il referendum “contro il finanziamento dell’agenzia (europea) di protezione delle frontiere Frontex” è riuscito. “Sono state raccolte oltre 55mila firme”, ha annunciato l’associazione Migrant Solidarity Network definendo il risultato “una vittoria della solidarietà”.

“Molte persone non vogliono più accettare la violenza dell’attuale politica migratoria”, ha detto l’Ong, sottolineando che la raccolta di sottoscrizioni si è svolta in condizioni difficili a causa della pandemia di coronavirus. Le firme saranno consegnate giovedì alla Cancelleria federale a Berna.

Il referendum si oppone al sostegno della Confederazione al nuovo regolamento di Frontex, che mira a facilitare il rimpatrio dei migranti illegali. Il contributo finanziario della Svizzera a Frontex, approvato dal Parlamento, dovrà aumentare da 24 milioni di franchi nel 2021 a 61 milioni nel 2027.

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