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03.01.2022 - 07:38
Aggiornamento: 18:02
Ats, a cura de laRegione

Morto paleontologo Leakey, scoprì lo scheletro dell’Homo erectus

La scoperta nel 1984: soprannominato Turkana Boy, risale a circa 1,5 milioni di anni fa ed è lo scheletro umano più antico

Il celebre paleontologo e cacciatore di fossili keniano Richard Leakey, le cui scoperte rivoluzionarie hanno contribuito a dimostrare che l’umanità si è evoluta in Africa, è morto all’età di 77 anni.

Ad annunciarne la scomparsa, con “profondo dolore”, è stato il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta. Lo riporta il Guardian.

“Era un visionario il cui grande contributo alle origini umane e alla conservazione della fauna selvatica non sarà mai dimenticato”, ha postato su Twitter, la Leakey Foundation esprimendo la sua “profonda tristezza”.

Nato a Nairobi il 19 dicembre 1944, per Leakey è stato quasi inevitabile diventare un cacciatore di fossili dato che i suoi genitori erano Louis e Mary Leakey, forse i più famosi scopritori al mondo di ominidi ancestrali.

Sebbene Leakey inizialmente si sia cimentato nella guida di safari, all’età di 23 anni – senza una formazione archeologica formale – ha vinto una borsa di studio per scavare sulle rive del lago Turkana del Kenya settentrionale. Durante gli anni 70 ha guidato spedizioni che hanno gettato nuova luce sulla comprensione scientifica dell’evoluzione umana, con la scoperta dei crani di Homo habilis (1,9 milioni di anni) nel 1972 e di Homo erectus (1,6 milioni di anni) nel 1975.

Celebre la copertina della rivista Time in cui posa con un modello di Homo habilis, sotto il titolo ‘How Man Became Man’.

Ma è stato nel 1981, quando ha diretto la storica serie televisiva in sette puntate della BBC The Making of Mankind, che ha guadagnato una fama più ampia.

Solo pochi anni dopo, nel 1984, avrebbe goduto del suo ritrovamento fossile più famoso: la scoperta di uno scheletro di Homo erectus. Soprannominato Turkana Boy, risale a circa 1,5 milioni di anni fa ed è lo scheletro umano più antico.

Durante questo decennio Leakey è diventata una delle voci principali al mondo contro il commercio globale di avorio, allora legale. Nel 1989 il presidente del Kenya Daniel arap Moi lo nominò a capo dell’agenzia nazionale per la fauna selvatica, che divenne il Kenya Wildlife Service (KWS).

Sua fu la spettacolare trovata pubblicitaria di bruciare una pira d’avorio dando fuoco a 12 tonnellate di zanne, sottolineando che una volta rimosse dagli elefanti non avevano alcun valore. L’illustre carriera di Leakey, tuttavia, fu afflitta da problemi di salute. Nel 1969 gli fu diagnosticata una malattia renale terminale. Dieci anni dopo, gravemente malato, ricevette un trapianto di rene da suo fratello, Philip, e si riprese in piena salute. Poi nel 1993 il suo piccolo aereo Cessna si schiantò nella Rift Valley. È sopravvissuto ma ha perso entrambe le gambe. Il sabotaggio è stato sospettato ma mai provato.

Costretto a lasciare il KWS, Leakey iniziò una carriera come politico dell’opposizione, unendosi alle voci contro il regime corrotto di Moi. Nel 1998 è stato nominato proprio da Moi a capo del servizio civile del Kenya incaricato di combattere la corruzione ufficiale. Un compito che si rivelò impossibile e dopo soli due anni si dimise. Nel 2015, mentre un’altra crisi del bracconaggio di elefanti attanagliava l’Africa, Kenyatta ha invitato Leakey a tornare a KWS, questa volta come presidente del Consiglio di amministrazione, una posizione che avrebbe ricoperto per tre anni.

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