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Keystone
Il nonno di Eitan, con i suoi legali
17.11.2021 - 16:51
Aggiornamento: 18:13

Il nonno materno di Eitan ricorre alla Corte Suprema

Dopo le due sentenze sfavorevoli, Shmuel Peleg chiede che il bambino resti in Israele ‘come volevano i suoi genitori’

I legali di Shmuel Peleg – nonno materno di Eitan, il piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone – hanno presentato ricorso alla Corte Suprema dopo le due sentenze a loro sfavorevoli.

“Abbiamo fiducia che la Corte – hanno detto in un comunicato – affronti questo caso senza precedenti e che ordini che Eitan resti in Israele così come volevano i suoi genitori”. Il bimbo di 6 anni, unico sopravvissuto alla sciagura della funivia dello scorso maggio in cui erano morti i genitori che vivevano a Pavia, è stato portato in Israele lo scorso 11 settembre da Shmuel Peleg su un volo partito da Lugano-Agno. Il 58enne ha portato il piccolo in Medio Oriente dopo una visita concessa dalla famiglia paterna e dopo averlo prelevato dalla casa della zia Aya Biran, tutrice legale. Da allora lo scontro legale per il piccolo Eitan, già duramente segnato dalla vita e conteso dai due rami familiari, si è infiammato.

Intanto i giudici hanno congelato l’esecutività della sentenza sul rientro in Italia del bimbo

Intanto, la Corte Suprema ha congelato l’esecutività della sentenza emessa dal Tribunale di Tel Aviv che aveva ordinato il rientro in Italia di Eitan entro 15 giorni pur dando tempo 7 giorni di sospensione in vista del possibile ricorso da parte dei legali del nonno materno Shmuel Peleg. Lo hanno fatto sapere gli stessi legali di parte.

“Siamo contenti - ha detto l’avvocato Ronen Dlayahu - che la Corte Suprema abbia deciso di sospendere quella esecutività e che esamini il caso. Speriamo che la materia del ricorso sia discussa in maniera approfondita e che alla fine - ha aggiunto - in questo caso tragico e senza precedenti sia visto il bene del bambino”.

Secondo fonti legali Peleg, la Corte Suprema ha dato tempo fino al 21 novembre agli avvocati di Aya Biran - zia paterna del piccolo e sua affidataria - per far giungere le proprie osservazioni e fino al 23 novembre a quelli di Peleg - se vogliono - per ulteriori osservazioni. Poi, una volta ricevuti questi documenti e analizzati, la Corte deciderà sulla prosecuzione dell’esame del caso.

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