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Keystone
07.11.2021 - 17:50
Aggiornamento: 21:18
Ats, a cura de laRegione

Bosnia: la crisi istituzionale continua

Giunto oggi l’inviato speciale americano Escobar per discutere della profonda crisi politica che da mesi paralizza il Paese balcanico

L’inviato speciale americano per i Balcani occidentali Gabriel Escobar è giunto nel pomeriggio a Sarajevo per colloqui con la dirigenza locale centrati sulla profonda crisi politica e istituzionale che paralizza da mesi la Bosnia-Erzegovina.

Come riferiscono i media, subito dopo il suo arrivo Escobar si è recato nella residenza dell’ambasciatore Usa Erik Nelson. Per domani è in programma un primo incontro con i membri della presidenza tripartita bosniaca.

Stando ai media, il diplomatico americano - che si fermerà nel Paese balcanico fino a mercoledì - si recherà anche a Banja Luka, capoluogo della Republika Srpska, l’entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina, il cui leader Milorad Dodik è al centro delle polemiche per le sue dichiarazioni e prese di posizione interpretate come una accelerazione verso una possibile secessione dell’entità serba.

A preoccupare ulteriormente la comunità internazionale sono state le recenti affermazioni dell’Alto rappresentante per la Bosnia Christian Schmidt sul pericolo reale di una spaccatura del Paese su base etnica e della possibilità di un nuovo conflitto armato. Dodik, che è membro serbo della presidenza collegiale, non riconosce la figura dell’Alto rappresentante internazionale e la legittimità del suo operato, a suo avviso apertamente antiserbo e filomusulmano.

Per questo blocca l’attività delle istituzioni federali e reclama per la Republika Srpska funzioni e competenze previste dall’accordo di Dayton ma che col tempo, a suo dire, sono state assunte dalle istanze federali a Sarajevo.

Ieri, alla vigilia della sua missione, Escobar - che è viceassistente segretario di stato Usa per Europa ed Eurasia - ha detto di ritenere che in Bosnia-Erzegovina non ci sarà una nuova guerra, sottolineando la determinazione di Stati Uniti, Europa e dell’intera comunità internazionale nel preservare la pace e la stabilità in Bosnia-Erzegovina e nel resto della regione.

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