facebook-alle-corde-per-zuckerberg-e-la-crisi-peggiore
Keystone
Il Ceo Mark Zuckerberg
ULTIME NOTIZIE Estero
Estero
LIVE

‘Per Mosca una telefonata tra Blinken e Lavrov ora non è utile’

Il segretario di Stato americano e il ministro degli Esteri russo non si parlano dallo scorso febbraio. Segui il live de laRegione
Estero
9 ore

In Spagna lo Stato pagherà i congedi mestruali

Primo Paese in Europa a fare una legge. Permessi speciali di durata variabile. ‘Basta andare al lavoro imbottite di pillole’
libano
9 ore

Hezbollah perde la maggioranza, ma non il potere

Entusiasmo per i 13 seggi del fronte del ‘cambiamento’, ma si teme un nuovo stallo politico, che potrebbe essere fatale con la crisi economica e sociale
Estero
10 ore

‘Il Boeing cinese è stato fatto precipitare intenzionalmente’

Qualcuno nella cabina di pilotaggio ha fatto schiantare al suolo l’aereo della China Eastern, scrive il Wall Street Journal. Erano morte 132 persone.
Confine
12 ore

‘Big’ della logistica, infiltrazioni di ’ndrangheta dal Comasco

Un affiliato ai clan residente nel Comasco si sarebbe infiltrato nei subappalti della filiale italiana della tedesca Schenker, ora commissariata
Estero
13 ore

Germania: chiesti 5 anni per una ex guardia SS di 101 anni

L’uomo è accusato di aver aiutato tra il 1942 e il 1945 a uccidere più di 3’500 prigionieri
Confine
15 ore

AlpTransit a sud di Lugano, dall’Italia passi avanti

Per potenziare il traffico merci le Ferrovie italiane stanziano 100 milioni per il centro intermodale di Milano-Segrate, 70 milioni li mette la Svizzera
Estero
17 ore

Finlandia nella Nato, arriva anche il sì finale del parlamento

Larghissima maggioranza a favore dell’adesione di Helsinki: 188 i favorevoli, 8 i contrari. La richiesta dovrà ora essere approvata da tutti i 30 membri
Estero
17 ore

Il pugno duro della Cina contro il Covid

Le misure draconiane in numerose città dipendono da considerazioni sanitarie, ma anche politiche
Estero
17 ore

Omofobia: nel mondo ancora carcere e morte per l’omosessualità

Oggi è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. In 62 Paesi l’omosessualità è un reato punito con carcere o pena capitale
25.10.2021 - 19:42
Aggiornamento : 21:18

Facebook alle corde, per Zuckerberg è la crisi peggiore

I ‘Fb papers’ denunciano disinformazione, allarmi ignorati e odio. I manager della società avrebbero avuto un ruolo chiave nella disinformazione

New York – Segnalazioni inascoltate, allarmi ignorati, appelli all’azione caduti nel vuoto. Ma anche interferenze dei manager per spianare la strada a politici e vip. I Facebook Papers aprono probabilmente la crisi peggiore di sempre per il social di Mark Zuckerberg che, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, pensava o quantomeno sperava di aver superato il test maggiore. Passate al setaccio da 17 media americani, le 10’000 pagine di documenti interni alla società consegnati alla Sec offrono uno spaccato di una Facebook dove – come denunciato dall’ex dipendente talpa Frances Hughues – i profitti e la crescita sono favoriti rispetto a tutto il resto, anche alla sicurezza degli amici.

Proprio per non pesare sui conti Zuckerberg, campione dalla libertà di espressione negli Stati Uniti, si è piegato alla richiesta del Partito comunista vietnamita di censurare i post anti-governativi. Non farlo avrebbe esposto Facebook al rischio di finire offline nel paese dove, secondo alcune stime, realizza un miliardo di ricavi l’anno.

Interferenze dei manager a favore dei vip

Sempre su Zuckerberg ricadrebbe la responsabilità di diverse decisioni sui post su politici e celebrità. I documenti rivelano interferenze dei manager per consentire ai vip di postare qualsiasi cosa a prescindere da eventuali violazioni delle regole. “In molti casi la decisione sul mancato rispetto delle norme” da parte di persone di alto profilo “è stata presa da manager e in alcuni casi da Zuckerberg”, ha denunciato un dipendente.

Accuse pesanti per il 37enne amministratore delegato e fondatore di Facebook, un gigante controllato da Zuckerberg che è anche presidente del Consiglio di amministrazione oltre a detenere il 58% delle azioni con diritto di voto, con le quali il suo potere è praticamente senza limiti nella società ma anche di fronte al board. Una posizione quindi di estrema forza che lo espone ora a dure polemiche. “Invece di cambiare nome, Facebook dovrebbe cambiare amministratore delegato”, affermano alcuni critici riferendosi all’atteso cambio della denominazione e del logo del social per riflettere meglio il metaverso.

Disinformazione su elezioni e assalto al Congresso

Oltre a gettare un’ombra su Zuckerberg direttamente, i documenti sollevano dubbi sul ruolo di Facebook nella disinformazione sulle elezioni e l’attacco del 6 gennaio, con l’incapacità di agire sul movimento ‘Stop the Steal’ dei fan di Donald Trump. Ricerche interne a Facebook hanno mostrato la consapevolezza dei manager della società sui problemi legati ai discorsi d’odio e alla disinformazione, alla quale – rivelano i file – contribuiscono proprio i prodotti creati da Facebook e le sue politiche.

La lotta alla cattiva o falsa informazione – hanno denunciato ancora i dipendenti – è minata dalle considerazioni politiche. Il problema dei discorsi di incitamento all’odio non riguarda comunque solo gli Stati Uniti ma si spinge ben oltre i suoi confini fino ad arrivare all’India e all’Etiopia.

La fotografia scattata dai documenti – che includono anche segnalazioni sul traffico di esseri umani – mostra un Facebook in qualche modo spietata che rischia di attirarsi ancora di più i malumori e le critiche delle autorità di tutto il mondo. A Wall Street comunque Facebook qualche ‘amico’ ancora lo ha e nonostante la tempesta che si sta scatenando avanza decisa.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
crisi disinformazione facebook interferenze mark zuckerberg odio papers
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved