ULTIME NOTIZIE Estero
Estero
2 ore

Spagna, notificato un caso di contagio da aviaria

Secondo la testata digitale eldiario.es, sarebbe la seconda persona in Europa essere stata testata positiva al virus
la guerra in ucraina
2 ore

Al via domani le esercitazioni di soldati tedeschi in Lituania

L’azione fa parte della strategia di maggiore presenza della Nato sul fianco orientale dell’Alleanza dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia
la guerra in ucraina
4 ore

Kadyrov manda i tre figli minorenni al fronte

Il presidente ceceno: ‘Sono addestrati, è arrivato per loro il momento di andare in battaglia’. Hanno 16,15 e 14 anni
la guerra in ucraina
4 ore

Putin frena sul nucleare, i russi arretrano ancora

Il Cremlino ora parla di confini mobili a Kherson e Zaporizhzhia: ‘Penetrate le nostre linee di difesa’
balcani
4 ore

Voto in Bosnia: Dodik tiene, ma avanzano i moderati

Alla presidenza per l’entità serba andrà Zeljka Cvijanovic, l’ex presidente eletto nella Republika Srpska. Sconfitto anche il figlio di Izetbegovic
Regno Unito
6 ore

Un taglio di capelli? ‘La prossima volta’

Finito il periodo di lutto, primo impegno ufficiale per re Carlo III, oggi in visita alla cittadina scozzese di Dunfermline
Estero
6 ore

Dalla Corte Suprema duro colpo alla lobby delle armi negli Usa

I nove saggi hanno respinto il ricorso contro il bando dei potenziatori ai fucili automatici, uno dei rari provvedimenti in tal senso di Donald Trump
Russia
7 ore

Elude i domiciliari la giornalista russa ‘no war’

Prima la multa per il cartello mostrato durante un telegiornale, poi la condanna per quello esposto vicino al Cremlino. E ora la fuga
Confine
7 ore

Lavori nella galleria di San Fermo Nord, code verso il Ticino

Il cantiere per la ricostruzione della calotta della galleria durerà fino al 18 novembre. Traffico verso nord deviato sotto San Fermo Sud
Iran
10 ore

Italiana arrestata a Teheran nel giorno del suo compleanno

Alessia Piperno era entrata in Iran con altri turisti. La Farnesina sta verificando le informazioni del padre rilasciate su Facebook
Iran
14 ore

Scontri fra studenti e forze di sicurezza: lezioni sospese

Non si placano le proteste dopo la morte della 22enne curda arrestata dalla polizia perché indossava, a loro dire, il velo in modo inappropriato
Gran Bretagna
14 ore

Passo indietro: le tasse dei ricchi restano dove sono

Liz Truss e il suo ministro delle Finanze annullano il piano fiscale che non era piaciuto ai mercati facendo sprofondare la sterlina
21.10.2021 - 20:55
Aggiornamento: 21:45

Scontro sulla Polonia al vertice Ue, Orban con Varsavia

Il premier olandese Rutte guida gli intransigenti. L’Ungheria: ‘Caccia alle streghe’. Von der Leyen prudente.

scontro-sulla-polonia-al-vertice-ue-orban-con-varsavia
Keystone
Accese discussioni al vertice Ue

Bruxelles – Dall’emiciclo di Strasburgo alla sala del vertice dei leader Ue. A Bruxelles lo scontro sullo stato di diritto in Polonia ed il primato della legge Ue su quelle nazionali è tornato ad accendersi, con il sovranista Mateusz Morawiecki apparso più dialogante ma deciso a non piegarsi ai “ricatti” dell’Europa. “Un clima da caccia alle streghe”, l’ha definito l’ungherese Viktor Orban, unico ad essersi schierato apertamente al fianco di Varsavia.

Gli altri due alleati di Visegrad (Repubblica Ceca e Slovacchia) hanno preferito virare l’attenzione sull’impennata dei costi dell’energia. Ma poco prima del summit, dopo gli incontri del premier polacco con i leader più disponibili ad una mediazione sul caso del Rule of Law - Emmanuel Macron, Angela Merkel e Pedro Sanchez -, i quattro capi di governo dell’Europea orientale si sono riuniti per coordinare le loro posizioni e prepararsi alla battaglia.

Una discussione “dura", la promessa dell’olandese Mark Rutte alla guida dell’ala intransigente (Paesi del Benelux e scandinavi), perché "l’indipendenza della magistratura non è negoziabile”, come risuonato anche nelle parole del messaggio del presidente dell’Eurocamera, David Sassoli. Ma proprio Merkel, Macron e Sanchez hanno lavorato per abbassare la temperatura in sala, per una linea di fermezza ma in cerca di una soluzione, come spiegato dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Arma spuntata

Un dibattito utile anche per orientare l’azione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, determinata a capire se tra i 27 Stati membri ce ne siano almeno 21 (la maggioranza qualificata) pronti a spingere la procedura dell’articolo 7 dei Trattati alla sua fase successiva, dopo uno stallo durato anni.

Il secondo livello avvierebbe il meccanismo delle sanzioni. Varsavia verrebbe chiamata ad enunciare le sue motivazioni per il persistere delle violazioni dei valori dell’Ue, e spiegare perché abbia chiesto alla Consulta polacca di esprimersi sul primato della legge nazionale, facendo saltare i nervi a mezza Europa. L’arma dell’articolo 7 appare tuttavia spuntata perché per la punizione finale (privare ad esempio lo Stato del suo diritto di voto) occorre l’unanimità, che fino ad oggi in Consiglio non c’è mai stata.

Eppure Rutte ha richiamato l’opzione. Al di là della Commissione, anche il Consiglio ha “un ruolo da giocare con l’articolo 7", ha incalzato. E von der Leyen, in cerca di un’ampia legittimazione, è stata altrettanto chiara: "Ci dobbiamo prendere tutti la responsabilità quando si tratta di proteggere i nostri diritti fondamentali”.

Von der Leyen con i piedi di piombo

Con l’uscita di scena della sua più forte sostenitrice, Angela Merkel (oggi al suo 107mo e probabilmente ultimo Consiglio europeo), e l’affacciarsi di un avversario politico, il socialdemocratico Olaf Scholz, alla cancelleria in Germania, la cristianodemocratica von der Leyen preferisce infatti la via della cautela, anche per evitare di ritrovarsi da sola col cerino in mano. Non è un caso che anche sull’attivazione del meccanismo che lega l’erogazione dei fondi Ue al rispetto dello stato di diritto (condizionalità sul Bilancio Ue e Recovery), von der Leyen preferisca misurare i suoi passi, nonostante il pressing del Parlamento europeo che minaccia di trascinare l’Esecutivo comunitario davanti alla Corte Ue per la mancata azione contro Varsavia.

D’altra parte, come ha osservato il belga Alexander De Croo, con l’attuale blocco del Pnrr polacco “la condizionalità è già in atto nei fatti". Il Parlamento però è tornato di nuovo alla carica con una risoluzione approvata con 502 voti favorevoli, 153 contrari e 16 astenuti in cui si afferma che “il tribunale costituzionale polacco manca di validità giuridica e indipendenza ed è privo di qualifiche per interpretare la costituzione del Paese” e in cui si ribadisce la richiesta di bloccare l’erogazione dei fondi europei "a chi viola i valore dell’Unione in maniera sistematica”.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved