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Salvini e Draghi (Keystone)
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05.10.2021 - 21:07
Ansa, a cura de laRegione

Il dopo voto: Lega nervosa, il Pd cerca alleanze

Salvini fa disertare ai suoi il consiglio dei ministri mentre Letta ora studia un perimetro allargato con dentro anche Conte e Calenda

La mossa della Lega, che ha disertato il consiglio dei ministri, scava il solco con il resto della maggioranza. Dai tempi del green pass, Enrico Letta non ha mai nascosto di auspicare un chiarimento da parte di Matteo Salvini: “Non si può stare con un piede in maggioranza e uno all’opposizione". E dopo lo strappo sulla delega fiscale ha commentato duro: "È gravissimo e incomprensibile. Chiediamo a Draghi di andare avanti”. Salvini è scosso dalla batosta delle amministrative - è il ragionamento che circola al Nazareno - e crea fibrillazioni per distrarre l’attenzione dalle difficoltà, sue personali, della Lega e del centrodestra.

Sinistra più forte

Il Pd è invece uscito rafforzato dalle urne e mira sempre più a svolgere i ruoli di partito ‘simbolo’ del governo e di perno di un’alleanza larga di centrosinistra, quella che lo stesso segretario ha definito: il nuovo Ulivo. I dem lavorano per un governo che sia forte e leader in Europa. L’obiettivo è tenere Draghi a Palazzo Chigi fino al 2023. In ambienti parlamentari Pd c’è anche chi mette nel conto il fatto che serve tempo per sfruttare appieno sia quello che qualcuno ha già ribattezzato “il vento” delle amministrative sia il logoramento della Lega.

Mentre il Pd vive i primi giorni di rinascita, Giuseppe Conte tira le somme di un voto che ha visto il Movimento sprofondare in tutte le grandi città. L’ex premier lancia così un messaggio chiaro ai suoi: “È finita nel M5s la stagione in cui si andava a tutti costi orgogliosamente da soli. C’è già stata una svolta: il Movimento è disposto a costruire un percorso comune, non lo disdegna più come invece in quella fase più antica della sua storia”. Che è un modo per tracciare la nuova linea, diversa da quella del Movimento delle origini. Lo stesso, comunque, che pur correndo da solo ha poi governato con coalizioni di colori diversi. Il leader Cinque Stelle dovrà ora mettere mano alla sua forza, finire di costruirla, con la nomina dei nuovi organismi previsti dallo statuto. Un passaggio che farà di nuovo emergere tutte le spinte di una movimento dalle mille facce. Anche per le amministrative le critiche non si sono fermate all’esito. Nel Movimento 5 Stelle c’è chi ha fatto subito notare come Conte sia andato a festeggiare con Gaetano Manfredi la vittoria di Napoli, ‘disertando’ invece le piazze della sconfitta, come Roma e Torino.

I ballottaggi

Il Pd ora si prepara ai ballottaggi di Torino e Roma. Non sembra che ci sia aria di apparentamenti o di corteggiamenti particolari ai leader usciti sconfitti. “Niente accordi di vertice - ha detto Letta - sono elezioni per le città, saranno i singoli candidati che parleranno agli elettori e gli elettori dovranno scegliere”. Specie nella Capitale, i dem confidano nel fatto che alle urne gli elettori di Virginia Raggi e di Carlo Calenda convergano ‘da soli’ su Roberto Gualtieri. Sul fronte interno, fra i parlamentari più vicini al segretario c’è chi si aspetta che non venga riproposto anche il tema congresso, già spolverato da qualche esponente della minoranza.

Il voto ha rafforzato il ruolo di Letta segretario - è il ragionamento - e anche il tema delle alleanze da ora verrà affrontato in una prospettiva diversa: le amministrative hanno ribaltato i rapporti di forza, ora è il Pd a trascinare l’alleanza con il M5s, che tanti mal di pancia crea, per esempio, fra gli ex renziani di Base Riformista. E a chi chiede di guardare al risultato di Azione nella Capitale, e quindi rivolgersi più a un’area di centro che a quella del M5s, viene fatto notare il connotato ‘molto’ romano dell’exploit di Calenda. Ma quella della possibile nascita di una realtà di centro è una partita aperta. Uno dei nodi che il Pd sarà chiamato ad affrontare, insieme a quello del Colle - se le spinte su Draghi si faranno più pressanti e larghe - e della legge elettorale, che determinerà gli schemi della campagna per il 2023.

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