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Manifestazione no-vax a Berlino (Keystone)
germania
22.09.2021 - 21:470
Aggiornamento : 22:06

Berlino taglia gli stipendi ai no vax in quarantena

"Perché devono pagare tutti per chi non vuole vaccinarsi?”

a cura de laRegione

Chi perde giorni di lavoro per la quarantena e non è vaccinato dal primo novembre dovrà pagarseli di tasca propria in termini di mancato guadagno. È la linea della Germania concordata oggi dal ministro della Salute tedesco Jens Spahn con i ministri della Salute dei 16 Laender. Del resto, se non si presenteranno nuove varianti che neutralizzino l’efficacia del vaccino, “in primavera la pandemia sarà superata e potremmo tornare alla normalità", ha dichiarato Spahn. Lo Stato insomma a partire da novembre non rimborserà più i giorni di lavoro persi per la quarantena ai dipendenti non vaccinati. E non è un modo di fare pressione, ha specificato il ministro, ma è una domanda di "correttezza”.

Non è giusto chiedere a coloro che con la vaccinazione proteggono se stessi e gli altri di pagare per quelli che non si proteggono, ha proseguito Spahn. “Perché devono pagare se uno decide di non vaccinarsi?", ha detto al Morgenmagazin di Ard. "Quando le persone dicono che vaccinarsi è una libera scelta devono anche trarre le responsabilità che ne conseguono e assumersi le implicazioni economiche”, ha dichiarato il titolare del dicastero della Salute. L’esperto in materia dell’Spd, il deputato Karl Lauterbach, tuttavia ha messo in guardia dal pericolo che i non vaccinati siano indotti ad evitare i test per evitare la quarantena e non incorrere così nel taglio di stipendio. Cosa che potrebbe diventare potenzialmente un pericolo anche maggiore per la salute pubblica.

Al momento, per le regole vigenti in Germania, sono a rischio quarantena (che dura 10 giorni) i non vaccinati che rientrano da Paesi classificati “a rischio covid” e i non vaccinati che hanno avuto contatto con una persona risultata positiva al test. Attualmente il datore di lavoro in alcuni settori specifici tra cui ospedali, case di cure, scuole, asili e centri di accoglienza, può chiedere al proprio dipendente o collaboratore di prendere visione del suo status vaccinale. Anche la Germania, dunque, inizia dal mondo del lavoro la pressione per orientare la popolazione verso il vaccino. Già altri Laender tedeschi, tra cui il Baden-Wuerttemberg, hanno adottato una misura simile a partire dal 15 settembre.

La decisione di datare l’entrata in vigore del provvedimento solo dal primo novembre, e non come inizialmente previsto a partire dall’11 ottobre, nasce dall’esigenza di dare ancora una chance ai non vaccinati di ripensarci o agli altri di effettuare la seconda dose. In Germania sono al momento 64,3% le persone completamente vaccinate, per un totale di oltre 52 milioni (il 67,4 ha ricevuto almeno una dose).

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