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(Keystone)
08.09.2021 - 09:57
Aggiornamento: 10:56
Ats, a cura de laRegione

A Parigi al via il processo per gli attentati del 2015

Il dibattimento si aprirà oggi alle 12.30 in una sala adibita ad hoc al Palazzo di Giustizia di Parigi. Presente Salah Abdeslam, l'unico terrorista supestite

"Il mondo intero ci guarda": lo ha detto il ministro francese della giustizia, Eric Dupond-Moretti, nel giorno dell'apertura del maxi-processo per gli attentati del 13 novembre 2015 che causarono 130 morti e oltre 350 feriti tra lo Stade de France, i locali del centro di Parigi e il Bataclan.

Intervistato da BFM-TV, il ministro ha detto che oggi c'è una doppia sfida: rendere giustizia "in conformità con le nostre regole secolari ed essere all'altezza da un punto di vista logistico". "Ciò che fa la differenza tra una civiltà e la barbarie sono le regole del diritto", ha aggiunto il ministro.

Filmato per la Storia, quello che si apre oggi alle 12.30 a Parigi è il processo di tutti i record. Dovrebbe durare nove mesi, una durata senza precedenti per la Francia. Almeno 1'800 le parti civili. Circa 550 persone prenderanno posto in una sala specialmente adibita nello storico Palazzo di Giustizia sull'Île de la Cité, nel cuore della capitale, sotto un'ingente protezione di polizia.

Secondo l'ex procuratore di Parigi François Molins, il processo deve permettere, in particolare, "alle famiglie delle vittime di capire ciò che è successo" e di "costruire una memoria collettiva ribadendo i valori di umanità e dignità della società nella quale viviamo", ha spiegato all'emittente radio RTL.

Tra i principali imputati Salah Abdeslam, il trentunenne franco-marocchino unico terrorista superstite del 13/11, trasferito questa mattina in condizioni di massima sicurezza dal carcere di Fleur-Mérogis.

In totale sono una ventina gli imputati coinvolti, in diversa misura, nella preparazione degli attentati jihadisti. Dieci di loro saranno nei box al fianco di Abdeslam, tre altri, sotto controllo giudiziario, compariranno liberi.

Sei altri verranno invece giudicati in assenza, tra cui il veterano jihadista Oussama Atar e le "voci" francesi di rivendicazione dell'Isis, i fratelli Fabien e Jean-Michel Clain, tutti e tre dati per morti in Siria.

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