Detroit Red Wings
0
NAS Predators
2
1. tempo
(0-2)
OTT Senators
0
NY Islanders
1
2. tempo
(0-0 : 0-1)
MON Canadiens
2
TB Lightning
1
2. tempo
(0-1 : 2-0)
TOR Leafs
3
COB Jackets
0
1. tempo
(3-0)
BUF Sabres
0
ANA Ducks
0
1. tempo
(0-0)
STL Blues
0
FLO Panthers
1
1. tempo
(0-1)
WIN Jets
0
CAR Hurricanes
1
1. tempo
(0-1)
CHI Blackhawks
NY Rangers
02:30
 
EDM Oilers
MIN Wild
03:00
 
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Boris Johnson e la tecnologia (Keystone)
Estero
29.06.2021 - 15:160
Aggiornamento : 17:24

Johnson: niente smartphone a scuola

Il governo britannico vuole imporre il divieto, ma per i sindacati non è quella la priorità. Una serie di studi dà ragione al primo ministro

Il governo Tory di Boris Johnson intende imporre un divieto totale sull'uso dei telefonini da parte di bambini e ragazzi nelle scuole britanniche. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Gavin Williamson. Secondo Williamson, l'ossessione dei cellulari ha "effetti dannosi" sul rendimento scolastico, sul benessere e talora sulla stessa salute mentale dei più giovani.

Prima dell'adozione formale del provvedimento, il ministro ha fatto sapere di volerne discuterne con i responsabili degli istituti; ma - come riporta il Times - è deciso comunque ad andare avanti. Alcuni sindacati d'insegnanti, più vicini all'opposizione laburista, hanno criticato l'idea liquidandola come "una distrazione" dai problemi della scuola più urgenti, legati in particolare in questa fase all'esigenza di far recuperare il tempo perduto dai ragazzi in seguito agli effetti dell'emergenza Covid e dei lockdown. Mentre c'è chi nota come le limitazioni sull'uso degli smartphone siano già in vigore qua e là, seppure demandate alle direttive dei singoli presidi e con differenze tra scuola e scuola sull'isola.

Uno studio britannico di qualche anno fa ha peraltro registrato cali di rendimento medi fra gli studenti pari a oltre l'8% a causa della telefonino-dipendenza; e del 14-15% fra i ragazzi con maggiori difficoltà d'apprendimento. Risultati contestati da altri studiosi, ma confermati sostanzialmente dall'esperienza di Paesi quali Norvegia o Spagna che pure hanno ritenuto d'imporre da tempo un bando - o almeno un quadro di restrizioni - generalizzato.

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