gli-iraniani-senza-soldi-e-senza-vere-elezioni
Ebrahim Raisi, strafavorito per le presidenziali in Iran (Keystone)
ULTIME NOTIZIE Estero
Estero
4 ore

Caldo da record: a Nuova Delhi raggiunti i 49,2 gradi

Da settimane la severa ondata di calore sta colpendo il nord dell’India e il Pakistan. Gravi le conseguenze per l’agricoltura.
speciale ucraina
LIVE

Berlino: ‘Presto una decisione Ue sul petrolio russo’

Lo ha affermato la ministra degli esteri tedesca Annalena Baerbock: ‘Noi europei siamo più uniti che mai’. Segui il live de laRegione
Gallery
Confine
20 ore

Fra le acque del Ceresio spunta... un capriolo

Insolito ‘bagnante’ stamane nello specchio d’acqua antistante a Porlezza, finito al largo forse perché spaventato da un predatore
Confine
23 ore

‘Un aereo è caduto a Orsenigo’. Ma è un falso allarme

Prima l’appello dalla centrale operativa di Roma, poi la smentita da Verzago: ‘Nessun velivolo in quella zona’
Speciale Ucraina
1 gior

La Finlandia bussa alla Nato: ‘Da soli nessun futuro’

All’Azovstal ‘speranze perse: pronti alla battaglia finale’; no di Mosca a negoziati coi combattenti dell’acciaieria. Segui il live de laRegione
Estero
1 gior

Radicalizzato durante il lockdown il killer di Buffalo

Si sarebbe ispirato ai fatti di Christchurch il suprematista 18enne protagonista della carneficina in un supermercato
Stati Uniti
1 gior

Suprematista uccide dieci persone al supermercato

Un 18enne folle, armato di fucile semiautomatico, semina il panico e fa una strage a Buffalo. Poi si consegna alle forze dell’ordine
Italia
1 gior

Spiagge ‘roventi’ e mare sempre più... salato in Italia

Caro-benzina e caro-bollette spingono verso l’alto i prezzi negli stabilimenti balneari della vicina Penisola. Rincaro medio del 12%
Estero
1 gior

Addio mascherina fra le nuvole. Ma non in Italia

Da domani sui voli europei se ne potrà fare a meno. Con qualche eccezione: ecco cosa cambia nel dettaglio
Estero
1 gior

Caro-concimi? Niente paura: scarti di pesce per i campi

Ecco il modo ‘green’ per riutilizzare 27 milioni di tonnellate di prodotti, provenienti dall’industria ma anche dalla pesca professionale
Confine
1 gior

Bracconieri sul Monte Generoso, due denunce

Sequestrate dalla Polizia di Como pure pistole di grosso calibro provenienti dal Ticino
Speciale Ucraina
1 gior

Zelensky: ‘Non lasceremo nessuno nelle mani del nemico’

Putin fa la voce grossa con la Finlandia: interrotte le forniture di elettricità. Segui il live de laRegione
Italia
1 gior

È nel Bergamasco il ponte tibetano più lungo al mondo

La struttura, che misura 505 m e con un’altezza massima di 120 m, si trova a Dossena. Nelle prossime settimane l’apertura al pubblio
Hong Kong
1 gior

Rubano uno scritto di Mao, condannati in tre

Ignari del suo valore, l’avevano poi rivenduto (per meno di 25 euro) a un acquirente. Che per comodità l’aveva tagliado in due parti
Francia
1 gior

A Grenoble è battaglia su... burkini e monokini

Botta e risposta fra favorevoli e contrari alla ‘riforma’ dei costumi da bagno. ‘Divieti aberranti’, ‘No, versione acquatica del velo islamico’
Confine
2 gior

Frontalieri con figli a carico: assegno universale più vicino

Dopo il sollecito all’Inps dalle Casse di compensazione svizzere, negli scorsi giorni c’è stato un incontro con Cgil, Cisl e Uil
Estero
2 gior

Castex si dimette. Anzi no: gaffe del Governo francese

Pubblicate sul sito internet ufficiale le dimissioni del Primo ministro. Ma l’annuncio è atteso solo nei prossimi giorni
Italia
2 gior

Tre diciannovenni aggredite alla fermata del bus

Protagonista dell’episodio, avvenuto nella notte a Milano, un 33enne con precedenti, già arrestato con l’accusa di violenza sessuale
Italia
2 gior

Cortina 2026, gravissimi ritardi e difformità

È bufera sul rifacimento della pista di Cortina. E un gruppo di esponenti politici prende carta e penna per scrivere al presidente del Cio
Confine
2 gior

Italia-Svizzera, ancora arresti per ’Ndrangheta

Sviluppi nell’indagine che a novembre 2021 aveva portato al fermo di 54 persone di clan operanti a Milano, Como, Varese e nel nostro Paese
laR
 
15.06.2021 - 20:45
Aggiornamento : 22:29

‘Gli iraniani senza soldi e senza vere elezioni’

Venerdì le presidenziali. L'esperto di Medio Oriente Giuseppe Acconcia: ‘La censura ha tolto di mezzo i candidati moderati. Resta solo il conservatore Raisi’’

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

L’Iran va al voto. Almeno, un pezzo di Iran lo farà. L’altro diserterà le urne per protesta dopo l’ennesima censura preventiva sui candidati da parte del Consiglio dei Guardiani, che ha bocciato i nomi sgraditi, tutti di area moderata. Fuori dalle liste elettorali l'ex presidente del Parlamento Ali Larijani, attualmente consigliere di Khamenei, che non potrà essere eletto per via della residenza negli Stati Uniti della figlia. Fuori anche l'uomo di punta dei riformisti, il primo vicepresidente di Rohani, Eshaq Jahangiri. E fuori pure il rampante ministro delle Telecomunicazioni Mohammad Javad Azari Jahromi, esponente moderato della nuova generazione nata dopo la Rivoluzione islamica del 1979.

Insomma, nessuna vera alternativa da opporre al presidente designato, l’ultraconservatore Ebrahim Raisi, 60 anni, capo della magistratura vicino all’ayatollah Ali Khamenei (di cui, si dice, potrebbe diventare il successore). In primo piano restano due questioni intrecciate tra loro: il nucleare e i rapporti tesi con Stati Uniti e Israele. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Acconcia, docente di Geopolitica del Medio Oriente all’Università di Padova e autore del libro Il Grande Iran (Exòrma edizioni).

“La possibilità che si arrivi a un accordo sul nucleare è molto più alta in questa fase che precede il voto. Ci sono manovre dietro le quinte che potrebbero andare in questa direzione”.


Il presidente uscente Rohani (Keystone)

Il presidente uscente Rohani, proprio lunedì sera ha detto: ‘L'Iran ha effettuato un arricchimento dell'uranio al 63% e, se necessario, andremo oltre’, aggiungendo che i negoziatori nei colloqui di Vienna sul nucleare dovrebbero ‘accettare le condizioni di Teheran per consentire al mondo di assistere a una maggiore crescita e interazione’. Alla dichiarazione - spiega Acconcia - ne è seguita un’altra dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) che invece accusava l’Iran di aver superato i limiti di arricchimento dell’uranio: “Ci sono stati incontri indiretti tra i 5 Paesi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e la Germania per riportare in vita l’accordo di Vienna sul nucleare iraniano. E sono stati fatti comunque passi avanti, come estendere le ispezioni degli ispettori dell’Aiea, cosa che permetterà di continuare a visitare i siti nucleari iraniani”.

Cosa accadrà, sul nucleare e non, con Raisi al potere non è chiaro, ma un accordo resta un’ipotesi percorribile. “Raisi è oggetto di critiche di moderati e riformisti, diede il lasciapassare alle esecuzioni dei prigionieri politici del 1988 all’epoca di Khomeini.- prosegue Acconcia -. L’Iran è strangolato dalle sanzioni internazionali e una fascia della popolazione sta subendo gli alti prezzi e l’inflazione, è quella scesa in piazza e aveva protestato nel 2018 e 2019 per chiedere diritti sociali più diffusi. Tanti non andranno a votare perché non c’è una competizione aperta con candidati esclusi che potevano essere più graditi da un punto di vista della politica economica”.

“Sono gli esperti di diritto islamico a decidere chi è eleggibile. Questa volta la censura è stata molto estesa, eliminando rivali che potevano dare filo da torcere a Raisi. Nel 2017 e prima ancora nel 2013 Rohani ha avuto semaforo verde ed è arrivato a essere eletto presidente pur avendo sempre espresso posizioni moderate. Il Consiglio dei Guardiani non ha solo questo meccanismo che agisce da un punto di vista giuridico, ma c’è tutto un sistema di discredito lanciato contro i riformisti, come accaduto a Javad Zarif, fortemente contestato dopo aver partecipato in prima linea agli accordi sul nucleare in seguito a dichiarazioni in cui criticò l’uomo forte iraniano Qasem Sulemaini, ucciso dagli Stati Uniti nel 2020”.


Sostenitori di Raisi in piazza a Teheran (Keystone)

Tutti questi veti potrebbero portare, oltre a disertare le urne, anche a manifestazioni. “Già ora ci sono manifestazioni anti-iraniane in Iraq, dove l’influenza iraniana è molto forte, e in Siria. Alcuni attivisti che ho sentito nelle ultime settimane dicono che Raisi pur essendo un conservatore, vuole arrivare a un accordo con la comunità internazionale, ma il disagio del popolo resta, come restano al momento le sanzioni”.

“Alle manifestazioni del 2018 e 2019 la gente scese in piazza non solo contro i conservatori, ma contro il governo moderato. Nel gennaio 2020 le proteste erano contro l’intero sistema e ricordavano quelle del 2003 e del 2011. A breve potrebbe tornare una critica più in generale della stessa Repubblica Islamica”.

Resta il nodo Israele, che ha un nuovo governo, quello di Naftali Bennett. “L’Iran ha avuto posizioni molto dure contro Israele durante gli scontri dello scorso maggio a Gaza. Inoltre i due Paesi continuano a fare una guerra per procura in Siria e Teheran accusa Israele di attacchi mirati sul suo territorio. Con le elezioni di Raisi le tensioni proseguiranno, visto che l’area conservatrice è sempre stata molto critica con Israele. L’accordo sul nucleare non c’è, anche perché forse si vuole vedere come opera il nuovo presidente, che potrebbe essere aggressivo verso Israele. Ricordiamo Ahmadinejad, della stessa ala politica, che aveva idee e toni netti, arrivando a posizioni negazioniste nei confronti di Israele”.


Il sito nucleare di Bushehr in Iran (Keystone)

Proprio Ahmadinejad era considerato tra i possibili candidati, ma non era una strada praticabile per Acconcia: “Lui è accusato in vari processi per corruzione, quindi non avrebbe mai avuto l’approvazione del Consiglio dei Guardiani. È una figura politica che ormai ha fatto il suo tempo. Questo fa pensare anche alla figura di Raisi, più politica, mentre Ahmadinjead era l’emanazione diretta dei pasdaran, quindi dell’esercito e delle guardie rivoluzionarie. Questa componente aveva altri candidati che potevano fare la differenza ma non hanno avuto l’ok del Consiglio dei Guardiani. Resta un’ala rilevante, ma le accuse di corruzione non solo ad Ahmadinejad, ma a tutta la sua cerchia hanno avuto un peso”.

Ahmadinejad non è più sulla scena da tempo, ora mancherà anche Netanyahu, “che è sempre stato critico e sfidante nei confronti di Teheran, con pressioni su Obama per evitare di arrivare a un accordo. Il fatto che ora Netanyahu sia fuori dai giochi cambia qualche carta in tavola e si può aprire una nuova fase, ma i due Paesi sono storicamente nemici e quindi difficilmente le tensioni si stempereranno. Ricordiamo che nei grandi palazzi pubblici di Teheran o nelle università, per entrare bisogna ancora calpestare le bandiere di Stati Uniti e Israele, considerata longa manus di Washington in Medio Oriente”. Non proprio un segnale di distensione.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
ali khamenei ebrahim raisi hassan rohani iran israele medio oriente nucleare
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved