nella-manica-navi-da-guerra-inglesi-contro-i-pescatori-francesi
La protesta delle imbarcazioni francesi nella Manica (Keystone)
ULTIME NOTIZIE Estero
italia
9 ore

Flop Casellati, ma al Quirinale si avvicina un’altra donna

La presidente del Senato stoppata senza appello, mentre fa incetta di voti Mattarella. Leader vicini a un accordo al femminile: Belloni in pole position
Estero
10 ore

Quirinale, fumata nera, 336 voti a Mattarella, 445 astenuti

L’elezione del nuovo presidente della Repubblica italiana procede a rilento. Domani due nuove tornate
Estero
10 ore

In Russia popolazione cala di un milione, pesa anche Covid

Un calo storico degli abitanti sul quale ha influito anche la pandemia. I morti a causa del virus sarebbero oltre 660mila.
francia
10 ore

Marion Le Pen snobba zia Marine e si avvicina a Zemmour

Nuovo strappo in famiglia. La destra in fermento in vista delle elezioni presidenziali
Estero
10 ore

Portogallo al voto, testa a testa socialisti-centrodestra

Cresce la destra radicale, giochi aperti alla vigilia delle urne
Estero
11 ore

Ue, scoppia il caso degli sms tra von der Leyen e Pfizer

L’Ombudsman dell’Ue apre ufficialmente un caso che potrebbe avere conseguenze sensibili sulla gestione degli atti delle istituzioni europee.
Estero
11 ore

Biden: ‘La Russia sta per attaccare’. Ma Kiev nega

L’Ucraina: ‘Basta creare panico’. Putin: ‘Ignorati i nostri timori’
germania
11 ore

Ultradestra tedesca fuori controllo, lascia il leader

Con l’addio di Meuthen si tratta del terzo leader di Afd a mollare: ‘Parte del partito si muove fuori dai limiti della democrazia’
italia
13 ore

Morto l’ex brigatista Corrado Alunni

Aveva 75 anni, componente delle Br della prima ora, fu anche protagonista con Vallanzasca della maxievasione nel 1980 dal carcere di San Vittore
stati uniti
13 ore

Giudice cancella licenze petrolifere concesse da Biden

Ennesimo schiaffo al presidente: ‘Ignorati gli effetti sul riscaldamento globale’. L’area, nel Nuovo Messico, è di oltre 300mila chilometri quadrati
Estero
14 ore

Il Covid pesa sui conti del Vaticano, deficit da 33 milioni

Oltre alla pandemia, a condizionare le finanze della Santa Sede anche il calo costante, da anni, delle donazioni all’Obolo di San Pietro
italia
14 ore

Casellati bocciata al Quirinale

La candidata di Salvini ha ottenuto meno di 400 voti: il quorum è 505. La Lega a caccia dei franchi tiratori
Confine
15 ore

Nei due bar chiusi nel Comasco anche ’ndranghetisti dal Ticino

I due locali a Cirimido e Cadorago sono considerati basi logistiche della potentissima cosca Molè della piana di Gioia Tauro
CONFINE
16 ore

A processo per il furto delle ceneri del marito

I fatti sono stati scoperti il 31 gennaio dell’anno scorso nel cimitero di Monte Olimpino. La vedova nega ogni addebito.
Estero
19 ore

Italia, multata l’azienda che aveva chiesto foto in costume

La multa per l’annuncio di lavoro di una società di Napoli che cercava una receptionist è stata inflitta dall’Ispettorato nazionale del lavoro
Confine
19 ore

’Ndrangheta, chiusi due locali nel Comasco

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due bar a Cirimido e a Cadorago, gestiti da incensurati, avrebbero ospitato incontri e vertici fra malavitosi
venti di guerra
23 ore

Tra Russia e Ucraina c’è il Generale Inverno

Mosca ha strategia e forza d’urto, ma deve stare attenta al meteo e ai soldati di Kiev, ben addestrati e ben armati. L’invasione? Se ci sarà, sarà da sud
06.05.2021 - 19:380
Aggiornamento : 19:56

Nella Manica navi da guerra inglesi contro i pescatori francesi

Una diversa interpretazione delle regole marittime dell'accordo Brexit nell'isola di Jersey crea un'escalation tra Londra e Parigi. Ora via alla diplomazia

I secessionisti da tenere a bada, la proposta di amnistia per i veterani che hanno ucciso civili in un pezzo di terra conteso, navi da guerra che salpano per raggiungere un isolotto della Manica occupato dai pescherecci francesi. Sembrano cronache di un altro secolo, e invece è il Regno Unito del dopo-Brexit, in guerra con tutto e tutti, perfino con se stesso.

Nel giorno delle elezioni scozzesi che potrebbero dare una spinta decisiva verso l’indipendenza da Londra, Boris Johnson gioca alla guerra con la Francia per una questione di confini marittimi figlia dell’uscita del Regno Unito dall’Europa.

Dopo aver capovolto la battaglia con il coronavirus a colpi di vaccini e lockdown, il vulcanico premier britannico ci prende gusto e spara (per ora solo metaforicamente) al bersaglio grosso: la Francia.

Parigi si trova a gestire una situazione paradossale in tempi di pace. Già da qualche giorno doveva guardarsi sul fronte orientale, dove – per via di un gesto irrituale di un contadino o di un burlone – aveva visto restringersi i propri confini con il Belgio. Ma lì si tratta solo di una vecchia pietra spostata che, prima o poi, tornerà a posto. Nessun soldato, nessun carro armato, nessun comunicato guerreggiante da Bruxelles. Anzi.

Gli assi nella Manica

Sulla Manica si fa un po’ più sul serio: perché le navi sono vere, le proteste sono reali e gli effetti della Brexit sono tante micce pronte a esplodere qua e là, dove te l’aspetti - Scozia e Irlanda del Nord - e dove meno te l’aspetti: sull’isola di Jersey, una dipendenza della Corona britannica (come l’isola di Man) che però non fa ufficialmente parte del Regno Unito. L’isola, per la sua collocazione, è sempre stata un affare mezzo inglese e mezzo francese (fino al XIII secolo apparteneva al duca di Normandia), come dimostra il nome della capitale Saint Helier, decisamente francofono.

Negli anni il baliato (altro nome che sa di Medioevo, armature e ceralacca) di Jersey è diventato una curiosità turistica e soprattutto un paradiso fiscale. Insomma, qualche pirata a Jersey circola, eccome, ma atterra con il jet privato. E se arriva via mare arriva con un superyacht targato Cayman, non con il galeone e la bandiera con il teschio bianco in campo nero.

Tant’è, nelle acque di Jersey si è scatenato il putiferio per via di una diversa interpretazione del capitolo sulla pesca all’interno dell’accordo sulla Brexit. Stando alle carte, i pescatori francesi avrebbero accesso alle acque delle isole britanniche nella Manica fino al 2026, ma le barche devono dimostrare di aver operato nell’area già in passato. Jersey ha invece negato - negli ultimi giorni - la navigazione a decine di pescherecci, provocando un blocco navale da parte dei francesi: una flottiglia di oltre 60 unità si era infatti diretta verso il porto di Saint Helier al grido di “metteremo Jersey in ginocchio”.


Il tentato blocco navale dei francesi a Saint Helier (Keystone)

I pescatori hanno agito sentendosi in qualche modo protetti dal loro governo, che era arrivato a minacciare di tagliare l’elettricità all’isola: trovandosi infatti molto più vicina alla Francia che al Regno Unito, per i servizi essenziali, l'isola di Jersey dipende da Parigi. La risposta di Johnson alla minaccia di Macron è stata lapidaria: “Perfino i nazisti, lasciarono la luce accesa”, riferendosi all’occupazione durante la Seconda guerra mondiale. 

Escalation inevitabile da quel punto in poi. La Francia ha inviato due motovedette, Londra è arrivata addirittura a far salpare due navi da guerra, la Severn e la Tamar: nessun ordine d’ingaggio ovviamente, solo un pattugliamento come deterrente per i pescatori inferociti. La palla a quel punto è passata dal mare agli uffici diplomatici, con chiarimenti tra le autorità locali e i rappresentanti dei pescatori, teleguidati da Londra e Parigi. I colloqui sono stati definiti “positivi” dal ministro degli Esteri di Jersey, Ian Gorst, fiducioso di poter “iniziare ad affrontare nel dettaglio le questioni tecniche” relative all'applicazione del capitolo sulla pesca dell'accordo sul dopo Brexit.

I casi Scozia e Ulster

A quel punto, le imbarcazioni francesi si sono ritirate. Riposti cannoni e reti da pesca, la guerra - come prevedibile - si farà con le carte bollate. Secondo Parigi, la Gran Bretagna ha pubblicato una lista di sole 41 imbarcazioni francesi, su 344 che ne avevano fatto richiesta, autorizzate a pescare nelle acque di Jersey. Una lista, secondo il governo francese, accompagnata da nuove condizioni “che non sono state negoziate, discusse, né notificate in precedenza”.

La mini-crisi di Jersey, salvo colpi di scena, si risolverà. Ma intanto ha riaperto la discussione sulla difficile gestione della Brexit, che scappa di mano un po’ da tutte le parti, anche in territori ben più significativi. La Scozia aspetta domani l’esito delle urne: una vittoria schiacciante delle forze indipendentiste aprirebbe la strada a un nuovo referendum sull’uscita della Scozia dal Regno Unito: nel 2014 fallì e Londra si premurò a ribadire che per almeno un’altra generazione non se ne sarebbe più parlato. Ma i tempi cambiano e la Scozia sarebbe calorosamente accolta dall’Unione europea, creando un cortocircuito dentro un altro cortocircuito. A quel punto l‘Inghilterra metterebbe in campo ben più di due navi. Come se non bastasse, è venuto fuori il progetto di una maxi-amnistia per chiudere con un colpo di spugna tutti i processi legati ai Troubles dell’Irlanda del Nord, una misura che sembra favorire maggiormente i veterani unionisti rispetto ai nazionalisti cattolici che per Londra sono a tutti gli effetti dei terroristi. A Belfast non ne vogliono sapere, la stessa città che è ciclicamente in fiamme da un paio di mesi a questa parte perché c’è un accordo che ha complicato vite e coesistenze dagli equilibri già fin troppo complicati. Quell’accordo si chiama Brexit.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved