Estero

Migliaia in piazza in Francia: ‘Giustizia per Sarah Halimi’

La donna uccisa nel 2017, ma il crimine rimasto impunito. Il sindaco di Parigi: ‘Le dedicheremo una via’

La manifestazione di Parigi (Keystone)
25 aprile 2021
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Migliaia di persone, oltre 26.000, hanno manifestato in Francia contro il mancato processo per omicidio nei confronti di Kobili Traoré, che nel 2017 uccise una donna ebrea di 65 anni ma che la giustizia francese considera "irresponsabile" in quanto sotto gli effetti della droga. Manifestazioni analoghe si sono svolte anche a Tel Aviv, Roma, Londra e New York. Nella principale di queste proteste, quella di Parigi, sono state 20.000 le persone a riunirsi al Trocadero; 2.000 hanno sfilato a Marsiglia, 1.200 a Lione, 600 a Strasburgo e Deauville, 400 a Tolosa e Nizza.

Hanno tutti risposto all'appello di collettivi civici e dei rappresentanti delle comunità ebraiche per protestare contro la rinuncia a processare il colpevole di un omicidio antisemita, commesso nel 2017 contro Sarah Halimi. La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha annunciato che una via della capitale porterà il nome della donna, uccisa nel 2017 da Kobili Traoré, suo vicino di casa e forte consumatore di cannabis, in preda a delirio da assunzione di stupefacenti. "Senza giustizia non c'è Repubblica", si leggeva sul principale striscione del corteo. Tanti i cartelli mostrati dai manifestanti, come 'Niente diritti senza giustizia' e 'Giustizia strafatta?'.

Si muove la politica

"La protesta è cresciuta - ha detto William Attal, fratello della vittima - e la speranza è tornata". In molti hanno chiesto di cambiare la legge esistente, che considera "irresponsabile" chi agisce in modo criminale sotto l'effetto di droghe. Poco prima della manifestazione, il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti, ha annunciato che a fine maggio presenterà un progetto di legge mirante a "colmare un vuoto giuridico", dopo che la Cassazione ha confermato l'irresponsabilità penale dell'assassino di Sarah Halimi, che entrò nell'appartamento della donna, la picchiò selvaggiamente gridando almeno una decina di volte 'Allah Akbar', poi gettò la sua vittima dal balcone, al terzo piano.

Un appello per modificare la legge è stato lanciato anche dal presidente Emmanuel Macron. Il 14 aprile la Cassazione ha confermato il carattere antisemita del delitto, ribadendo però anche l'irresponsabilità penale dell'assassino, dal 2017 ricoverato in ospedale in un reparto di psichiatria, in quanto "privo di discernimento al momento dei fatti". L'impossibilità di celebrare il processo ha provocato l'incomprensione e la rabbia della comunità ebraica in Francia, sempre più bersagliata da violenze, minacce e attentati negli ultimi anni.

Il presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia (Crif), Francis Kalifat, ha auspicato in un'intervista a Le Journal du Dimanche che la futura legge porti il nome di Sarah Halimi: "Sarà una forma di omaggio che le rendiamo, visto che non ha potuto avere giustizia". Centinaia gli israeliani che hanno protestato a Tel Aviv davanti all'ambasciata di Francia. Altri raduni si sono svolti a Roma, Londra e New York: "Un appuntamento mondiale di contestazione", ha sottolineato la comunità ebraica di Roma, che ha protestato con un sit-in in prossimità di Palazzo Farnese.

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