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Protesta contro Netanyahu a Tel Aviv (Keystone)
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05.04.2021 - 20:200
Aggiornamento : 20:35

Netanyahu alla sbarra, Israele cerca una maggioranza

Il premier uscente accusato di "uso illegale dei poteri". Bibi risponde: ‘Questo è un colpo di mano’. Il presidente Rivlin avvia i colloqui per il governo

In una delle giornate più convulse della politica israeliana il premier Benyamin Netanyahu si è trovato in mattinata nel tribunale distrettuale di Gerusalemme dove è processato per corruzione, frode e abuso di potere mentre a pochi chilometri di distanza il presidente Reuven Rivlin era impegnato in consultazioni serrate con i partiti per la formazione del nuovo governo. In una situazione politica di totale stallo dopo l'incerto risultato elettorale.

L’udienza

Al termine dell’udienza il premier ha comunque sferrato un attacco durissimo contro la magistratura accusandola - non per la prima volta - di aver ingaggiato nei suoi confronti "una vera caccia all'uomo". L'ha anche accusata di "aver cercato di abbattere un premier forte di Destra, di aver tentato un colpo di mano istituzionale". L'udienza si è aperta con una dissertazione della avvocatessa della pubblica accusa Liat Ben Ari, che da mesi vive protetta da una scorta perché oggetto di minacce gravi. Ben Ari ha accusato fra l'altro Netanyahu di aver fatto ricorso a un "uso illegittimo" dei suoi poteri di premier pilotando a propria discrezione il sito di informazione Walla e i suoi contenuti "e collegando il tutto alla sua capacità di influenzare decisioni a beneficio degli interessi" dei proprietari. In seguito l'ex direttore di Walla Ilan Yeshuà ha descritto la fiumana di richieste che, ha affermato, provenivano in redazione dall'entourage del premier. "Da noi - ha affermato - egli era soprannominato Kim": un riferimento al presidente autoritario della Corea del Nord.

L'uomo d’acciaio

Al termine dell'udienza Netanyahu, su Facebook, è passato al contrattacco con un intervento dai toni emotivi. "Io avrei fatto un uso illegittimo del potere? Semmai - ha esclamato - è stata la magistratura a farlo. Loro non cercavano infrazioni, cercavano una persona: volevano me". Il premier ha accusato Ben Ari di aver sottratto documenti che andavano a suo favore e di aver intimidito testi "fino a spaccare intere famiglie". "Nei mie confronti - ha esclamato - hanno inventato infrazioni che non esistono nelle nostre leggi". Il premier ha assicurato che comunque non si arrenderà perché, ha spiegato, "sono sospinto dalla mia missione storica".  All'ingresso del tribunale una parlamentare del Likud ha arringato la folla: "Netanyahu non è un essere umano. È fatto d'acciaio".

Difficili equilibri

In questa situazione ribollente Rivlin ha chiesto ai rappresentanti dei partiti di indicargli quale dei deputati abbia le migliori chances di formare il nuovo governo alla luce del pareggio sostanziale fra i sostenitori di Netanyahu e i suoi oppositori seguito alle elezioni del 23 marzo. Rivlin ha avvisato che oltre al calcolo matematico dei seggi a disposizione dell'eventuale candidato egli potrebbe anche soppesare questioni di "carattere morale": un implicito riferimento al processo a Netanyahu. In serata, a consultazioni quasi concluse, Netanyahu ha comunque appreso con soddisfazione di avere il sostegno di almeno 52 dei 120 deputati, contro 45 che hanno avanzato la candidatura del centrista Yair Lapid. Altri sette hanno consigliato il nazionalista Naftali Bennett. Rivlin farà sapere la propria conclusione nei prossimi giorni con alcuni analisti che lasciano intravedere, in questa fase, anche un primo possibile incarico a Netanyahu.

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