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Risultati incoraggianti (Keystone)
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29.03.2021 - 20:47
Ats, a cura de laRegione

Covid, Pfizer e Moderna proteggono (al 90%) anche dai contagi

Sono i risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti, che evidenziano pure come ci vogliano due settimane dopo il vaccino per sviluppare gli anticorpi

I vaccini a mRna di Pfizer BioNTech e Moderna proteggono non solo dai sintomi del Covid-19, ma anche dal contagio: il rischio di infezione è ridotto del 90% dopo due dosi e dell'80% dopo una singola dose. Lo dimostra uno studio americano condotto dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) su 3.950 medici, infermieri e altri lavoratori essenziali, vaccinati negli Stati Uniti e monitorati per 13 settimane (da metà dicembre 2020 fino a metà marzo 2021) in un periodo in cui circolavano già le nuove varianti.

Due settimane per sviluppare anticorpi

Lo studio è il primo americano con dati del 'mondo reale' (cioè ottenuti al di fuori delle condizioni controllate tipiche delle sperimentazioni cliniche) ed è in linea con altri precedentemente condotti in Gran Bretagna e Israele. I risultati dei Cdc confermano che per sviluppare anticorpi protettivi servono all'incirca due settimane dopo la somministrazione di ciascuna dose di vaccino. Gli esperti considerano dunque 'parzialmente vaccinati' i soggetti che hanno ricevuto da almeno due settimane la prima dose e 'completamente vaccinati' coloro che hanno ricevuto da almeno due settimane la seconda dose.

Efficacia anche contro le infezioni asintomatiche

I dati del 'mondo reale' sono in linea con quelli ottenuti nella fase 3 della sperimentazione clinica dei due vaccini. Quei test ne avevano valutato l'efficacia nel prevenire l'insorgenza della malattia Covid-19 con sintomi, mentre lo studio condotto dai Cdc ne valuta l'efficacia contro tutte le infezioni, anche quelle asintomatiche. Il disegno dello studio prevedeva infatti che ogni partecipante si sottoponesse ogni settimana a un tampone nasale fai-da-te, indipendentemente dalla presenza o meno di sintomi sospetti riferibili alla Covid-19.

Per completare il quadro, i ricercatori hanno correlato gli esiti del tampone molecolare con l'eventuale presenza di segni di malattia (come febbre, tosse, diarrea, perdita di gusto e olfatto). I risultati dimostrano che raramente il contagio è stato trasmesso da asintomatici: solo il 10,7% delle infezioni rilevate era senza sintomi, mentre il 58% dei contagi è stato diagnosticato prima della comparsa dei sintomi. In media si sono verificate 0,04 infezioni al giorno ogni mille persone completamente vaccinate (due dosi) e 0,19 infezioni ogni mille parzialmente vaccinati (con una singola dose), numeri decisamente inferiori all'incidenza di 1,38 registrata tra le persone non vaccinate.

Risultati altrettanto promettenti sono stati raccolti sulle persone parzialmente vaccinate con una singola dose. La riduzione del rischio di contagio dell'80% è infatti in linea con altri studi condotti in Gran Bretagna e Israele, i quali indicano un'efficacia rispettivamente del 70% e del 60%.

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