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Estero
19.02.2021 - 20:370

No all'asilo: uccide direttore centro migranti

Sconcerto nei Pirenei francesi per la brutale azione di un sudanese già noto per atti di violenza, che stava per essere espulso

«È spaventoso. Lui era lì a lavorare per aiutare i migranti»: il sindaco di Pau, nei Pirenei francesi, il centrista François Bayrou, ricorda così il direttore del centro di accoglienza in città, ucciso oggi con diverse coltellate al torace.

Aveva ricevuto in ufficio un sudanese di 38 anni, noto per i suoi atti di violenza. Pochi giorni fa, in un altro centro, gli avevano negato lo status di rifugiato e stava per essere espulso. La vittima, padre di famiglia, è morto a 46 anni. L'estrema destra chiede una "moratoria sui migranti".

Il terribile episodio, costato un ricovero in ospedale per grave stato di shock ad una collaboratrice della vittima, è accaduto a fine mattinata. Un richiedente asilo che aveva chiesto appuntamento è stato fatto entrare nell'ufficio del direttore. Lo conoscevano tutti, nonostante non risiedesse in quel centro. Era da anni in Francia come richiedente asilo, nel 2017 era stato condannato per un accoltellamento e per questo le autorità gli avevano rifiutato alcuni giorni fa lo status di rifugiato.

«Si è presentato nei locali del Centro d'accoglienza - ha ricostruito la procuratrice della Repubblica, Cécile Gensac - per incontrare il direttore del settore asilo». Gli impiegati presenti hanno udito grida disperate, e hanno «immediatamente chiamato la polizia»: «sul posto - dice la procuratrice - gli agenti si sono trovati davanti alla vittima che giaceva a terra nel suo ufficio con ferite da arma da taglio. Gli impiegati sorvegliavano in un ufficio vicino l'individuo presentato come autore dell'aggressione».

Molte le ferite che, poco dopo l'accoltellamento, hanno causato la morte della vittima. Una sua collaboratrice di 47 anni, in stato "di prostrazione psicologica", è stata ricoverata in ospedale.

L'aggressore non ha fatto resistenza ed è stato arrestato. Era noto per vari episodi di violenza oltre a quello del 2017, ma non era segnalato ai servizi. Quest'ultima circostanza ha portato subito ad escludere ogni movente terroristico. Dopo il dolore del sindaco Bayrou, sono arrivate le parole di condanna del ministro dell'interno, Gérald Darmanin, giunto nel pomeriggio a Pau a portare "la solidarietà" del governo.

Darmanin ha spiegato che l'uomo era arrivato in Francia nel 2015 e che nonostante i ripetuti rifiuti dello status di rifugiato, il Tribunale amministrativo regionale gli aveva concesso di rimanere in Francia. Questa autorizzazione era ormai scaduta ma l'uomo non aveva risposto a due convocazioni con le quali gli sarebbe stato consegnato il decreto di espulsione.

"Darmanin deve decretare immediatamente una moratoria sull'immigrazione", ha twittato il n. 2 di Marine Le Pen al Rassemblement National, Jordan Bardella. Anche Bruno Retailleau, dei Républicains, ha protestato: "uno straniero pregiudicato per violenze e finito in carcere dovrebbe essere immediatamente rimpatriato nel suo Paese".

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