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17.02.2021 - 22:090

Trump scarica Giuliani e prepara la resa dei conti nel Gop

Uscito vittorioso dal processo per impeachment l'ex presidente americano attacca i repubblicani che non lo hanno sostenuto

Donald Trump rompe il silenzio e, uscito vittorioso dal secondo storico impeachment, torna in campo lanciando la resa dei conti all'interno del suo partito. Lo fa con una lunga nota in cui sferra un attacco senza precedenti contro Mitch McConnell, invitando i senatori repubblicani a scaricare il loro leader reo di aver definito l'ex presidente "moralmente responsabile" per l'assalto al Congresso dello scorso 6 gennaio. Ma quella di Trump suona non solo come una dichiarazione di guerra contro tutti quelli che considera "traditori", ma anche un monito all'intero establishment del partito in vista delle sfide future, vedi le elezioni di metà mandato del 2022: "O con me o contro di me", il messaggio tra le righe del tycoon, che promette il suo sostegno durante le primarie solo ai candidati che seguiranno la filosofia del Make America Great Again e la dottrina dell'America First. Sono una decina, e li appoggerà uno per uno. Magari tornando in campagna elettorale, per sconfiggere chi si riconosce nella linea di quelli come McConnell, quelli che vorrebbero riprendersi il partito dopo quattro anni di trumpismo sbarazzandosi dell'ingombrante presenza dell'ex inquilino della Casa Bianca.

Lo sfogo di Donald

"Il partito non può tornare ad essere forte e rispettato con leader così ai suoi vertici, con loro non tornerà mai più a vincere. McConnell non ha mai fatto quello che si doveva fare e quello che era giusto per il Paese", attacca Trump. Che poi passa all'affondo sul piano personale: "E' un politicante cupo, scontroso, non ride mai, con mancanza di visione politica, di saggezza, di talento e di personalità". Eppure, giurano i ben informati, il testo originario messo a punto da Trump era ancor più violento e offensivo. I suoi più stretti consiglieri lo hanno però convinto a smorzare i toni e a desistere dall'idea iniziale di affidare la sua invettiva ad una vera e propria conferenza stampa a Mar-a-Lago, la sua prima conferenza stampa dalla sconfitta elettorale. Ma i segnali per un ritorno del tycoon sulla scena politica oramai ci sono tutti e l'opa sul partito repubblicano è ormai lanciata.

Verso le presidenziali del 2024

Il traguardo sono le presidenziali del 2024, per prendersi la rivincita in prima persona o candidando qualcuno a lui molto vicino, che sia la figlia Ivanka o uno dei fedelissimi. Difficile che tra questi ultimi ci sia ancora Rudolph Giuliani. Trump nelle ultime ore sembra aver definitivamente scaricato il suo avvocato personale, definendolo ancora "un amico e un alleato" ma facendo sapere che l'ex sindaco di New York non lo rappresenta più in alcuna vicenda legale. Eppure sono diverse le inchieste e le indagini penali e civili in cui Trump è attualmente coinvolto. Ma già dopo le elezioni presidenziali il tycoon aveva espresso tutta la sua frustrazione e insoddisfazione per l'efficacia dell'azione di Giuliani, incapace secondo l'ex presidente di far valere in tribunale le sue ragioni, quelle di elezioni truccate e rubate dai democratici. Intanto un brutto colpo per Trump arriva dalla morte di Rush Limbaugh, popolare commentatore e conduttore radiofonico e una delle voci più influenti del mondo conservatore negli Stati Uniti dai tempi di Ronald Reagan. Aveva 70 anni ed era malato da tempo di cancro. Trump gli aveva conferito la Presidential Medal of Freedom, la più alta onorificenza civile.

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