l-assoluzione-di-trump-inguaia-i-repubblicani
Keystone
L’ha fatta franca un’altra volta
ULTIME NOTIZIE Estero
Spagna
17 min

Dieci anni fa l’Eta deponeva le armi

Il 20 ottobre del 2011 l’organizzazione separatista basca annunciava la fine della sua lotta armata contro il governo spagnolo
Estero
14 ore

Famiglie afghane vendono figli per 500 dollari

Senza denaro, li usano come moneta di scambio per pagare i creditori. Il Wsj: bambine di 3 anni valutatepoche centinaia di dollari
italia
14 ore

Caso Open: Renzi indagato con altri 14

Il leader di Italia Viva: ‘Pericoloso sconfinamento dei giudici in politica’
scontro ue-polonia
14 ore

Il premier polacco: ‘Basta ricatti dall’Europa’

Resa dei conti al Parlamento europeo. Bruxelles: ‘Fondi a rischio se continuano a ignorare le direttive’
germania
15 ore

Scandalo Bild: sesso e abusi in redazione

Emergono i retroscena sulla cacciata del direttore Julian Reichelt. Alcune dipendenti: ‘Chi va a letto con il capo ha il lavoro migliore’
italia
15 ore

Idranti contro manifestanti a Trieste: lite Salvini-governo

La ministra degli Interni Lamorgese: ‘Niente ombre sulla polizia’. La legge contestata dal leader della LEga l’aveva voluta lui
Confine
15 ore

Sorpreso a Brogeda con cinque chili di hashish nello zaino

L’uomo, un 68enne, viaggiava sull’autobus che collega l’Olanda a Milano. Arrestato domenica, non ha aperto bocca
Estero
15 ore

La Russia cerca una soluzione sull’Afghanistan senza gli Usa

Dieci Paesi al vertice organizzato dal Cremlino. Tra gli invitati Cina, Iran e Pakistan: ci sono anche i talebani
italia
15 ore

Senatrice non mostra il pass, entra ma è subito sospesa

Dieci giorni a casa e diaria decurtata l’ex M5S Laura Granato
Estero
15 ore

Libia, 10 anni fa l’uccisione di Gheddafi

Il despota libico, dopo 42 anni di dittatura, venne linciato dai ribelli nei pressi di Sirte, al culmine della rivoluzione iniziata a febbraio
Estero
17 ore

Un mese di eruzioni alle Canarie

Domenica 19 settembre iniziava l’eruzione del vulcano di Cumbre Vieja a La Palma: 811 ettari di terreno distrutti, 7mila persone sfollate
Estero
17 ore

Australia, bimba sparita in un camping, forse rapita

Ore di apprensione per i genitori della piccola Cleo, scomparsa nel cuore della notte. Numerosi uomini e mezzi di soccorso impiegati nelle ricerche
stati uniti
 
14.02.2021 - 19:460
Aggiornamento : 20:54

L’assoluzione di Trump inguaia i repubblicani

Partito lacerato dopo il verdetto del Senato. Le considerazioni del professor Mario Del Pero.

Donald Trump, una risorsa elettorale essenziale o, al contrario, l’istigatore dell’assalto a Capitol Hill che dev’essere messo definitivamente da parte? I repubblicani escono profondamente divisi dal processo di impeachment all’ex presidente americano, assolto sabato dal Senato. Secondo Mario Del Pero, «potrebbero cercare comunque di liberarsene, pur senza prenderlo di petto». Ad ogni modo, dice alla ‘Regione’ il professore di Storia internazionale a SciencesPo (Parigi), Trump «continuerà a ipotecare i futuri sviluppi del partito».

I democratici credono di aver ottenuto una vittoria morale e politica che permette finalmente a Joe Biden di affrontare i suoi grandi temi, come il piano di ripresa economica. «Questo triste capitolo della nostra storia ci ha ricordato che la democrazia è fragile. Che deve essere sempre difesa. Che dobbiamo essere sempre vigili», ha ammonito il nuovo presidente, sottolineando che «anche se il voto finale non ha portato a una condanna, la sostanza dell’accusa non è in discussione».

‘Pronto a candidarsi’

Il ‘Grand Old Party’ è lacerato. Lo sguardo è già rivolto alle elezioni di metà mandato nel 2022, quando i repubblicani sperano di riconquistare la maggioranza al Senato e alla Camera dei rappresentanti. «Il mio obiettivo è vincere nel 2022 per porre fine al programma più radicale che vedo uscire dalla presidenza democratica di Joe Biden, e non possiamo farlo senza Donald Trump», ha martellato su Fox News il senatore Lindsey Graham, uno dei suoi più fedeli alleati. «È pronto a candidarsi», «a ricostruire il partito repubblicano» e «sono pronto a lavorare con lui», ha detto.

Una maggioranza di 57 senatori (sette i repubblicani) su 100 si è espressa a favore di una condanna. Ma servivano i due terzi della camera alta (67 voti) per un verdetto di colpevolezza, al quale avrebbe potuto fare seguito una sentenza di ineleggibilità. Tra coloro che lo hanno assolto, l’influente senatore repubblicano Mitch McConnell. Nella sua residenza di lusso a Mar-a-Lago, in Florida, il magnate dell’immobiliare – accusato di aver istigato l’assalto al Congresso del 6 gennaio – ha reagito rapidamente. “Il nostro magnifico, storico e patriottico movimento, Make America Great Again, è appena iniziato”, ha scritto in una nota stampa.

«I repubblicani – commenta il professore Mario Del Pero – sapevano di rischiare molto qualora si fossero schierati esplicitamente contro Trump, che gode ancora del sostegno della maggioranza dell’elettorato conservatore. Allo stesso tempo, è difficile pensare che non vedano la gravità delle azioni dell’ex presidente. L’impressione è che cercheranno comunque di liberarsene, pur senza prenderlo di petto. È quanto si desume da defezioni come quelle della rappresentante permanente all’Onu Nikki Haley e sentendo Mitch McConnell: il capogruppo al Senato ha votato contro la condanna adducendo pretesti sulla sua costituzionalità, ma poi ha definito Trump ‘praticamente e moralmente responsabile’ dell’accaduto. Per molti come lui non sarebbe un male se ora fosse la giustizia ordinaria a prendersi la responsabilità di liquidarlo, dato che ci sono già indagini in corso».

Indietro non si torna

Si vedrà. Quel che è certo è che «vedremo una vera battaglia per l’anima del partito repubblicano nei prossimi due anni», come ha dichiarato il governatore repubblicano moderato del Maryland Larry Hogan alla Cnn. Ancora Mario Del Pero: «Trump continuerà a ipotecare i futuri sviluppi del partito, oltre a cercare di monetizzare mediaticamente l’esperienza alla Casa Bianca per affrontare le difficoltà economiche alle quali va incontro, come la probabile megamulta del fisco americano. In ogni caso la sua figura ha cambiato radicalmente temi, stile e direzione politica rispetto ai tempi di George W. Bush, e non penso che tutto tornerà come prima: difficile, ad esempio, pensare di tornare dal protezionismo alla promozione del libero scambio. Probabilmente si cercherà invece di correggere la deriva razzista, i flirt col suprematismo bianco, e quella condotta la cui gravità non è sfuggita neanche a senatori molto conservatori. Come Bill Cassidy, un figlio del profondo Sud che rappresenta la Louisiana, ma è tra i sette repubblicani che hanno votato a favore della condanna di Trump».

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved