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10.11.2020 - 07:39
Aggiornamento : 11.11.2020 - 15:25

Usa, procuratore si dimette dopo il ‘tackle’ del ministro

William Barr vuole indagare sulle ‘frodi elettorali’. Il titolare delle inchieste sui crimini elettorali se ne va. Trump fa causa alla Pennsylvania.

Washington – Il principale procuratore del Dipartimento di Giustizia per i crimini elettorali negli Stati Uniti, Richard Pilger, si è dimesso per protesta dopo che il procuratore generale William Barr ha autorizzato il Dipartimento di giustizia a indagare su "accuse rilevanti" di frode elettorale prima che gli Stati certifichino i risultati nelle prossime settimane. Lo riporta la Cnn.

Pilger ha inviato una mail ai suoi colleghi affermando che il procuratore generale stava intraprendendo "una nuova importante iniziativa che cancella 40 anni di politiche di non interferenza con indagini su presunte frodi elettorali nel periodo antecedente alla certificazione dei voti da parte dei singoli Stati", e che per questo motivo ha deciso di rassegnare le sue dimissioni.

L'indagine, ha affermato Barr, citato dalla Associated Press, possono essere avviate "se ci sono accuse di irregolarità chiare e apparentemente credibili. Irregolarità che, se riscontrate realmente, potrebbero potenzialmente impattare sul risultato elettorale di un singolo stato".

Pennsylvania nel mirino

Intanto la campagna di Donald Trump – che ha appena silurato il ministro della Difesa Mark Esper – ha fatto causa al segretario di Stato della Pennsylvania, Kathy Boockvar, con l'accusa che il sistema di conteggio dei voti per posta è stato meno rigoroso di quello dei voti in persona. Un "doppio standard" che rappresenta una "violazione costituzionale".

La Pennsylvania è lo stato che ha dato la vittoria a Joe Biden che, al momento della chiamata della sua vittoria, era avanti di circa 45 mila voti.

Non è ancora detta l’ultima parola

L'accusa di violazione della Costituzione lascia presagire l'intenzione della campagna di Trump di arrivare in fondo alla questione fino a portare il caso davanti alla Corte Suprema. Nonostante la maggioranza dei giudici costituzionali sia di estrazione conservatrice gli esperti tendono però a ritenere fortemente improbabile la corte possa rovesciare il risultato delle elezioni.

"Le elezioni non sono finite", ha detto la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany nel corso di una conferenza stampa nella notte. "Queste elezioni - ha ripetuto - sono ben lontane dall'essere finite, e al contrario dei nostri avversari noi non abbiamo niente da nascondere". McEnany quindi ha ripetuto l'accusa di voti illegali. Ancora una volta, senza fornire alcuna prova.

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