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06.08.2020 - 18:530
Aggiornamento : 19:52

Si teme il crollo del ghiacciaio, evacuata la val Ferret

Oltre mezzo milione di metri cubi di ghiaccio potrebbero cadere da un momento all'altro. Il sindaco di Courmayeur ordina sgomberi e blocca l'accesso alla vallata.

Courmayeur – Un volume di oltre mezzo milione di metri cubi di ghiaccio che rischia un "crollo istantaneo" dal massiccio del Monte Bianco e di finire su un tratto della Val Ferret. Un rischio paventato per le prossime 72 ore. Ne sono convinti i tecnici che dal 2013 monitorano il ghiacciaio di Planpincieux: la loro relazione ha indotto il sindaco di Courmayeur a far sgomberare con urgenza una trentina di case e a chiudere l'accesso alla vallata per almeno tre giorni.

Sono 75 le persone evacuate, tra cui una quindicina di residenti. Ma "il numero aumenta, se si considera chi volontariamente ha abbandonato i campeggi della zona", spiega il primo cittadino, Stefano Miserocchi. Lo sgombero, scattato alle 6 di mattina, è terminato alle 11.

Un via vai di auto

"Strada chiusa, c'è il pericolo ghiacciaio" si sono sentiti ripetere decine di automobilisti che volevano raggiungere la Val Ferret, una delle più frequentate dell'arco alpino (con 2'000 presenze al giorno in questo periodo). L'imbocco della vallata oggi è stato un via vai di auto, tra chi è sceso in paese a far provviste e poi è tornato nella propria seconda casa e chi ha anticipato la fine della propria vacanza. Nessuno però si è presentato al palaghiaccio di Courmayeur, attrezzato dalla Croce rossa come luogo di prima accoglienza degli sfollati.

"Al momento tutti hanno trovato soluzioni proprie", dice il sindaco. A monte dell'area interessata dal possibile distacco - aggiunge - ci sono ancora 200 persone. In base agli scenari di crollo previsti sono al sicuro, ma non potranno lasciare la vallata fino a che sarà in vigore l'ordinanza di chiusura. "E' un campo da calcio con sopra 80 metri di ghiaccio, quindi un volume veramente imponente che come potete immaginare nella sua caduta è in grado di fare molteplici danni e anche molta strada", ha detto Valerio Segor, dirigente della struttura Assetto idrogeologico dei bacini montani della Regione Valle d'Aosta.

Una nuova situazione

A preoccupare non è solo la sua massa, dato che "esattamente come farebbe una valanga d'inverno" può propagarsi "con un'azione di aerosol". Da aprile ad oggi "ci sono stati numerosi crolli, per 176 mila metri cubi complessivi". Ma da due settimane si sta delineando una nuova situazione che riteniamo "particolarmente preoccupante" - aggiunge Segor - per un blocco da 510 mila metri cubi. L'allerta è legata a "trend anomali delle temperature", uno shock termico che può incidere sul delicato equilibrio dello strato d'acqua tra la roccia e la massa glaciale.

"L'input" idrico portato dalla brusca risalita delle temperature iniziato ieri, dopo alcuni giorni di freddo, porta a una "sovrappressione sul fondo del ghiacciaio, che solleva" la stessa massa di ghiaccio "e fa sì che questo possa iniziare a scivolare". La conseguenza è il crollo "in maniera praticamente istantanea, senza che ci siano dei" segnali "precursori".

Giorni cruciali

Ma il momento di crisi è limitato temporalmente rispetto all'allerta dell'autunno 2019, durata quasi due mesi: "tra uno, due, tre giorni, continuando a monitorare la velocità e il deflusso idrico, o si va incontro alla destabilizzazione" oppure l'allerta rientra. Cresce la preoccupazione tra i tecnici e monta la rabbia tra gli operatori turistici della zona, già piegati dalla crisi del Covid che ha mandato all'aria mezza stagione invernale e tutta quella primaverile. Il Comitato val Ferret si è subito attivato per valutare l'adeguatezza delle misure messe in atto dall'amministrazione comunale.

"Risulta di tutta evidenza - si legge in una nota - che un'eventuale eccessiva cautela si possa ripercuotere con danni economici e di immagine immediati e non. Chiediamo con fermezza che siano predisposte, con la stessa urgenza che ha portato alle limitazioni, le opportune misure di salvaguardia e protezione. L'intero sistema economico della Val Ferret è in forte difficoltà e non può essere abbandonato a se stesso".

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