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Il premier Conte. foto keystone
Estero
10.07.2020 - 20:330

In Italia, stato di emergenza fino al 31 dicembre

Con i contagi ancora in salita e focolai in diverse zone del Paese, il premier italiano Conte ha confermato oggi che si andrà in questa direzione

 Con i contagi ancora in salita e focolai anche rilevanti in diverse zone del Paese, il premier italiano Giuseppe Conte ha confermato oggi quello che molti davano ormai per scontato: lo stato d'emergenza sarà prorogato fino al 31 dicembre.

"Non è ancora stato deciso tutto - ha dichiarato oggi il presidente del Consiglio -, ma ragionevolmente si andrà in questa direzione". La proroga potrebbe arrivare già la settimana prossima: il 14 luglio scadrà infatti il decreto ministeriale attualmente in vigore, quello che contiene tra l'altro le modalità d'ingresso in Italia. È molto probabile, dicono fonti di governo, che possa essere quella l'occasione per definire la proroga e riordinare le norme attualmente in vigore. La scelta del governo di Roma di prorogare lo stato d'emergenza non è piaciuta però all'opposizione. “Gli italiani - ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini - meritano fiducia e rispetto. Con tutte le attenzioni possibili, la libertà non si cancella per decreto”.

Gli ha fatto eco Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia. “Non mi pare che ci siano i presupposti per prorogare fino alla fine dell'anno lo stato emergenza, uno strumento del quale il governo dispone per fare un po' quello che vuole”.

A prescindere dal dibattito politico e delle scelte che farà nei prossimi giorni l'esecutivo di Roma, il dato di fatto è la necessità di tenere sotto controllo il virus. I numeri giornalieri e quelli relativi al monitoraggio settimanale dimostrano che il Covid è tutt'altro che sconfitto nella vicina Penisola.

I nuovi contagi continuano a salire: mercoledì erano 193 in 24 ore, giovedì 229 e oggi 276 per un totale di positivi al coronavirus che dall'inizio dell'emergenza ha raggiunto quota 242.639. Un incremento dovuto soprattutto ai ‘casi d'importazione’, come quelli nel Lazio legati alla comunità del Bangladesh.

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