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ll presidente serbo Aleksandar Vucic (foto Keystone)
Estero
02.07.2020 - 22:440
Aggiornamento : 23:23

Serbia, il presidente Vucic annuncia nuove restrizioni

Dopo la nuova ondata di contagi, chiusura anticipata di ristoranti, locali e limiti per i raduni. Misure che se non dovessero bastare si faranno più severe

Il presidente serbo Aleksandar Vucic, alla luce di una sensibile ripresa dei contagi da coronavirus in tutto il Paese, ha annunciato nuove misure restrittive.

In un'intervista in serata alla tivù pubblica Rts, ha affermato che per le prossime due settimane i locali notturni resteranno chiusi dalle 23 alle 6 del mattino, alla stessa ora chiuderanno bar e caffè, a meno che non dispongano di spazi all'aperto.

I raduni saranno limitati a un massimo di cento partecipanti al chiuso, con mascherine e distanza fisica, e a 500 all'aperto.

Nelle scorse settimane, a fronte di un progressivo calo dei contagi, era stato deciso di autorizzare i raduni per un massimo di 500 persone al chiuso, senza alcun limite all'aperto, cosa questa che ha consentito lo svolgimento di partite di calcio alla presenza, negli stadi, di 15-20mila spettatori incuranti di ogni misura preventiva. Situazione criticata da molti per il forte rischio di contagi.

Obbligo della mascherina sui mezzi pubblici, in centri commerciali e supermercati

Da lunedì, ha aggiunto Vucic, saranno multati tutti coloro che non rispetteranno l'obbligo della mascherina sui mezzi pubblici e nei luoghi al chiuso, a iniziare dai supermercati e centri commerciali. tali misure, ha precisato, saranno varate domani dal governo e se non dovessero rivelarsi sufficienti ne verranno adottate di più severe.

La situazione più problematica si sta registrando a Belgrado, principale focolaio che conta l'82% di tutti i contagi del Paese: Vucic ha sottolineato di vedere con favore la chiusura completa della capitale, rimettendosi comunque al parere degli epidemiologi.

Il presidente serbo ha poi respinto con forza le critiche su una presunta carenza delle strutture a Novi Pazar, città del sudovest a maggioranza musulmana, che è uno dei principali focolai della nuova ondata di epidemia. 

Da ieri, in Serbia sono stati registrati 359 contagi e sei decessi.

Era prevista anche la chiusura delle case dello studente

Chiudere le case dello studente era fra le disposizioni decise da Vucic, perché interessate da un gran numero di contagi. Subito dopo tale annuncio, gruppi di studenti si sono riversati per strada per protestare, questo in vari punti della capitale. Il presidente ha ritirato quindi questa imposizione ritenendo che gli studenti possono restare nei loro alloggi, rispettando tuttavia le norme di protezione dal contagio.

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