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01.07.2020 - 15:330
Aggiornamento : 18:26

Lugano, ditta implicata nello sbarco di 14 tonnellate di droga

Stando ai documenti doganali sequestrati a Salerno, in città ci sarebbe la sede della società coinvolta nel più vasto traffico internazionale di anfetamine

Uno dei più vasti traffici internazionali della cosiddetta droga dell'Isis avrebbe potuto finire nei mercati europei tramite, secondo alcuni media italiani, un'azienda con sede a Lugano. Però, è stata fermata al porto di Salerno dalla Guardia di finanza di Napoli su ordine della direzione distrettuale antimafia della Procura del capoluogo della regione Campania (guarda qui il video della spettacolare operazione). Si tratta del sequestro più significativo a livello mondiale messo a segno nell'ambito di un’inchiesta che riguarda associazioni a delinquere di stampo mafioso dedite al traffico internazionale di stupefacenti. Secondo gli inquirenti, chi muoveva il carico di pasticche potrebbe operare per conto di un cartello di clan di camorra attivo a livello globale.

Pasticche nascoste in grossi cilindri di carta

Le 14 tonnellate di pasticche di anfetamina erano nascoste in cilindri di carta per uso industriale allestiti in maniera tale da impedire agli scanner di individuarne il contenuto. Secondo la documentazione doganale, il materiale era intestato a una società svizzera. L’operazione risale alle scorse settimane ma la notizia è stata comunicata solo ieri. Il sequestro riguarda tre container provenienti dalla Siria e sbarcati a Salerno, si legge nella nota pubblicata sul sito della Guardia di finanza napoletana, in cui c'erano 40 rotoloni di carta industriale e altri mezzi meccanici, fra cui motori e ingranaggi. Ed è proprio all'interno dei rotoloni che gli agenti hanno trovato 12 tonnellate di pasticche; mentre altre due tonnellate erano nascoste all’interno degli ingranaggi. Complessivamente c'erano 84 milioni di pasticche che, rivendute, avrebbero fruttato un miliardo di euro. Dopo il sequestro, le Fiamme Gialle hanno trasferito i container in un luogo attrezzato per procedere all’ispezione interna, con l’ausilio di tecnici specializzati e la collaborazione della Sezione Antifrode della Agenzia delle Dogane di Salerno. I cilindri di carta, alti circa 2 metri e del diametro di 140 centometri – verosimilmente costruiti in Germania – sono stati congegnati in multistrati in grado di celare allo “scanner” il contenuto, riposto negli strati interni, di circa 350 kg di pasticche per ogni cilindro.

Uno stupefacente trovato nei covi dei terroristi

Ma di cosa stiamo parlando? Si tratta del 'Captagon', spiega la nota della Guardia di Finanza di Napoli. Una droga che viene smerciata in tutto il Medio Oriente ed è diffusa sia tra i combattenti per inibire paura e dolore sia tra i civili perché non fa sentire la fatica. Prodotta inizialmente soprattutto in Libano e diffusa in Arabia Saudita negli anni ‘90, questa sostanza stupefacente è ricomparsa nei covi dei terroristi - come ad esempio nell’attacco al Bataclan di Parigi nel 2015 - ed è perciò stata soprannominata la "droga dell’Isis" o la "droga della Jihad". È una droga ampiamente diffusa nel mondo, usata in teatri di guerra e in contesti completamente diversi. Gli inquirenti ritengono che il carico sequestrato a Salerno fosse destinato al mercato europeo.

Altri 190 kg di Captagon sequestrati a Salerno

Secondo la Dea americana (Drug Enforcement Administration), continua il comunicato stampa pubblicato sul sito della Guardia di finanza napoletana, l’Isis ne fa largo uso in tutti i territori su cui esercita l’influenza e ne controlla lo spaccio. Una volta avviati gli impianti chimici di produzione, è facile per l'Isis produrre ingenti quantitativi anche per il mercato mondiale delle droghe sintetiche, in modo da accumulare rapidamente ingenti finanziamenti. Già due settimane fa, sempre nel porto di Salerno, gli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (Gico) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, avevano intercettato un container con un carico di copertura costituito da capi di abbigliamento contraffatti, contenente 2.800 chili di hashish e 190 kg di amfetamine (oltre 1 milione di pasticche) con lo stesso identico simbolo (Captagon).

Un presunto consorzio di gruppi criminali

Quanto alla destinazione finale, è verosimile che sia coinvolto un “consorzio” di gruppi criminali, sia per il valore totale delle spedizioni, sia per la distribuzione sui mercati di riferimento (85 milioni di pasticche possono soddisfare un mercato di ampiezza europea). L’ipotesi è che durante il lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica mondiale, la produzione e distribuzione di droghe sintetiche in Europa si sia praticamente fermata e quindi alla ripresa molti trafficanti, anche in consorzio, si siano rivolti alla Siria, la cui produzione invece non pare aver subito rallentamenti. Sono in corso ulteriori indagini per l’individuazione dei responsabili che, proprio in relazione all’ingente quantitativo sequestrato, potrebbero operare per conto di un “cartello” di clan di camorra in grado di commercializzare le sostanze in ambito internazionale.

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