26.06.2020 - 18:13
Aggiornamento: 21:13

Accoltellamento a Glasgow, esclusa per ora la matrice terrorista

L'aggressore, che ha agito da solo, è stato ucciso dalla polizia, sei feriti

Ansa, a cura de laRegione
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Non vi sarebbe un movente politico dietro l'accoltellamento di sei persone e l'uccisione dell'aggressore, ieri a Glasgow. Dopo l'attacco di sabato scorso a Reading, in Inghilterra, oggi la città scozzese è stata teatro di un assalto in un albergo adibito in questi mesi di pandemia ad alloggio per richiedenti asilo. Tutto si è consumato in pochi minuti, poco prima delle 15 locali, lungo una scalinata del Park Inn Radisson hotel, lungo la centralissima West George Street, a colpi di fendenti di cui ha fatto le spese anche uno dei primi poliziotti intervenuti. La Greater Glasgow Police, in un comunicato diffuso via Twitter dal vicecomandante Steve Johnson, ha riferito di un morto (il solo aggressore) e sei persone ricoverate in ospedale: incluso l'agente accoltellato, "in condizioni critiche, ma stabili". Mentre non trova ancora conferma lo scenario indicato da fonti d'intelligence britanniche alla Bbc di tre persone uccise, accoltellatore compreso, oltre ai feriti evocati dalla polizia locale.

A differenza di quanto accaduto a Reading, dove una settimana fa il rifugiato libico Khairi Saadallah aveva sgozzato tre uomini gay in un parco, ferendo poi gravemente altre tre persone a caso, questa volta gli investigatori non credono a una matrice terrorista. Almeno secondo le prime valutazioni d'indagine confermate in tv dalla first minister del governo locale scozzese in persona Nicola Sturgeon. Il movente resta d'altronde oscuro. Le indagini non escluderebbero al momento né la pista di un scontro fra profughi residenti nell'albergo fin dall'inizio della pandemia di Covid-19 (tra cui un contingente d'afgani, fa sapere un'ong), né quella di eventuali motivi privati o d'un raptus. "È stato un pomeriggio spaventoso per la città di Glasgow", si è limitata a dire Sturgeon, ringraziando la polizia e i soccorsi per la tempestività e sottolineando di voler lasciare agli inquirenti il tempo per indagare, senza speculare sulla potenziale matrice dell'episodio.

Di positivo c'è che non vi sono complici ricercati e che il caso viene ritenuto circoscritto e ormai chiuso. Mancano peraltro dettagli sull'identità e l'origine dell'aggressore e la certezza che - al contrario di Saadallah o d'altri lupi solitari entrati in azione a ripetizione negli ultimi mesi - non si tratti ancora di un pregiudicato segnalato e poi sfuggito ai radar dei servizi segreti interni (MI5), della polizia, delle autorità penitenziarie o di quelle sanitarie e psichiatriche. 

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