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Estero
24.02.2020 - 14:370
Aggiornamento : 16:19

Coronavirus, salgono a sei i morti in Italia

Deceduta una donna di Crema, una paziente oncologica. Coprifuoco nel Nord Italia. Volo da Roma bloccato alle Mauritius. In Cina 150 morti.

Sono sei le vittime in Italia del Coronavirus e il numero di contagiati è salito a 219.  È morta agli Ospedali civili di Brescia la sesta vittima, una donna di Crema che era stata trasferita ieri e risultata positiva al Coronavirus. Si tratta di una paziente oncologica e il quadro clinico era già compromesso. La quinta vittima di stamane invece era un adulto di 88 anni di Caselle Lanne, in Lombardia. Durante la notte una terza persona era deceduta a causa del Coronavirus in Lombardia, la quarta in Italia. Si tratta di un uomo di 84 anni che era ricoverato al Giovanni XXIII di Bergamo, già ricoverato per altre malattie. 

Quarantena o rientro in Italia per i passeggeri da Lombardia e Veneto 

Intanto i 300 passeggeri di un volo proveniente da Roma sono stati bloccati stamane all'aeroporto di Mauritius dopo lo sbarco. Ai passeggeri verrebbe richiesto di accettare un periodo di quarantena in due ospedali o di rientrare subito in Italia, senza sbarcare, sullo stesso aereo che comunque sarebbe già tutto pieno. Dopo un primo esame le autorità locali hanno deciso di lasciare a bordo dell’aereo solo i passeggeri provenienti da Lombardia e Veneto, circa una settantina. 

Coprifuoco nel Nord Italia 

Intanto è coprifuoco nel Nord Italia.  Il governo ha varato un decreto legge con misure volte ad arginare il rischio. Anche gli amministratori delle Regioni più colpite - Lombardia e Veneto -, prendono provvedimenti. Ferme scuole e università, musei chiusi, niente Carnevale di Venezia, chiuso anche il Duomo di Milano. Nell'unico bar aperto al piano terra della stazione Centrale di Milano alle 8 di mattina il personale racconta di essere in attesa di indicazioni dal titolare per le prossime giornate. "Siamo qui a rischiare - spiega - e stiamo anche con le mani in mano, perché non c'è gente. Ormai si chiudono tutti in casa: noi abitiamo nella periferia di Milano e sa che mio suocero ieri è andato a fare alla spesa all'Esselunga ed è tornato indietro dicendo che i banchi erano tutti vuoti? Poi siamo andati al Gigante e qualcosa abbiamo trovato, ma poco". C'è solo un cliente a fare colazione, che chiede spiegazioni sulle chiusure: "Sono dalle 18 alle 6 di mattina, quelle per ordinanza - risponde il barista - ma molti bar hanno chiuso anche in altri orari stamattina e li capisco, bisogna fare attenzione". Aperta invece la tabaccheria della stazione Centrale milanese al piano dell'atrio dei binari, con il personale a servire i pochi clienti coi guanti usa e getta. Aperti anche i negozi, ma vuoti.

Nel resto del mondo. In Cina, altri 150 morti e 409 nuovi casi, in 6 province si riduce l'allerta

 La Cina ha riportato ieri altri 150 morti (erano stati 97 sabato) da coronavirus e 409 nuovi casi (648) di infezione accertati. Lo si legge nell'aggiornamento quotidiano fornito dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc). Il totale dei decessi, includendo quindi gli aggiornamenti di domenica, è aumentato a 2592, con i contagi accertati che si sono portati a 77'150 e i dimessi dagli ospedali saliti a 24'734, con un aumento di 1846 unità. La provincia dell'Hubei, l'epicentro dell'epidemia, ha avuto ieri 149 morti, 398 nuove infezioni e 1439 guarigioni, facendo salire i numeri complessivi, rispettivamente, a 2945, 64'287 e 16'738. Un solo morto di ieri, invece, è relativo alla provincia di Hainan.

Sei province della Cina hanno intanto abbassato hanno il livello di emergenza contro l'epidemia del coronavirus, portandolo da 1, il più alto, a 2 o a 3: si tratta di Gansu, Liaoning, Guizhou, Yunnan, Shanxi e Guangdong. La mossa delle autorità locali segue l'invito rivolto ieri dal presidente Xi Jinping di un "ritorno ordinato" alle attività lavorative e produttive dopo la festività del Capodanno lunare, eccezionalmente prolungata per l'emergenza sanitaria.

In Corea del Sud, i casi di contagio aumentano, è allerta rossa, chiuse scuole e voli a terra 

Nel frattempo i casi di contagio da coronavirus in Corea del Sud sono saliti a quota 763, dopo i 161 nuovi casi accertati e annunciati dalle autorità sanitarie. Nel bollettino, riferisce l'agenzia Yonhap, c'è anche la settima vittima, un uomo di 62 anni deceduto ieri nella contea di Cheongdo, una delle due zone più a rischio e classificate "aree di attenzione speciale".

L'altra è la vicina Daegu, quarta città del Paese con 2,5 milioni di abitanti, che ospita la Chiesa di Gesù Shincheonji, setta religiosa dove si sono registrati più del 50% dei casi di contagio a livello nazionale a causa del "paziente n° 31", una donna di 61 anni che è risultata essere un "super diffusore": sugli ultimi 161, ben 142 sono relativi a Daegu, ha detto la Korea Center for Disease Control and Prevention.

Ieri, la Corea del Sud ha portato l'allerta a "rosso", al livello più alto, per la prima volta dall'epidemia di febbre suina H1N1 del 2009. La mossa consente alle autorità di adottare misure eccezionali come la chiusura momentanea delle scuole e il taglio dei voli aerei da e per il Paese. Il ministero dell'Educazione ha disposto il rinvio del nuovo semestre di una settimana per gli asili negli sforzi per contrastare il virus.

Corea del Nord, quarantena per 380 stranieri 

La Corea del Nord ha posto in quarantena 380 stranieri nel tentativo di evitare un'epidemia di coronavirus nel Paese: lo riporta la Bbc online, che cita l'agenzia di stampa Yonhap e la tv di Stato. Si tratta soprattutto di diplomatici basati nella capitale Pyongyang. Circa 200 stranieri erano già stati confinati nelle loro residenze negli ultimi 30 giorni, ricorda la Bbc: per loro, quindi, il periodo di quarantena è stato esteso.

Primi tre casi in Kuwait, un caso in Bahrain 

Il Kuwait ha segnalato oggi i primi tre casi di contagio di coronavirus e il Bahrain, Paese arabo nel Golfo, ha il primo caso di contagio di coronavirus. Si aggiungono così agli altri Paesi mediorientali: Iran, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Libano e Israele.

La mappa aggiornata dei casi nel mondo. Dove informarsi in Svizzera e che casa fare in caso di bisogno 

Si ricorda infine che le informazioni costantemente aggiornate sono disponibili sul sito web sia a livello cantonale: www.ti.ch/coronavirus, sia a livello federale: www.bag.admin.ch. La mappa  aggiornata dei casi nel mondo  

 

 

 

 

 

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