Estero
16.09.2019 - 21:450

Il greggio rincara, ma la paura non dilaga

Il prezzo del greggio ha compiuto un balzo del 20% come non accadeva da quasi trent’anni. Ma non è il momento di scenari catastrofici secondo Carlo Righetti, presidente di Swiss Oil Ticino

Ribolle il corso del petrolio. Il prezzo del greggio ha compiuto un balzo del 20% come non accadeva da quasi trent’anni. Tantissimo in termini percentuali, non così in valore assoluto, se si tiene conto che i quasi 72 dollari al barile toccati a Londra erano poco superiori ai valori della primavera scorsa. E che sono comunque ridiscesi a 66 a fine giornata. Non che ci sia da stare allegri o che non vi siano motivi per temere effetti disastrosi dagli sviluppi della situazione in Arabia Saudita e nel Golfo, dopo gli attacchi di sabato alle più importanti raffinerie del regno. Se non è ancora certa la mano che ha guidato i droni verso la raffineria saudita di Abqaiq, dove si prepara per l’export quasi il 70% del greggio saudita, di sicuro chi ha pensato l’attacco ha centrato un bersaglio fondamentale: mettere paura ai mercati internazionali, colpendo un centro nevralgico non solo del principale produttore mondiale, ma del Paese più in grado di stabilizzare i mercati con le sue enormi riserve di greggio. Sono bastati pochi droni lanciati sulle coste saudite del Golfo Persico per fermare qualcosa come il 5% della produzione globale di greggio.

“È chiaro che una destabilizzazione a questi livelli può provocare danni seri – osserva Carlo Righetti, presidente di Swiss Oil Ticino – . Ma non abbiamo informazioni sulla reale entità dei danni prodotti dall’attacco. Dunque sarei molto prudente nel tratteggiare scenari catastrofici”. Quelli a cui sembrano inclini parte degli analisti, secondo i quali uno scenario prebellico non potrà che riprodursi sui mercati in forma di una corsa al rialzo. Ieri, il Brent scambiato a Londra si è in effetti apprezzato del 20%, come non avveniva dai tempi della Guerra del Golfo (1991), ma la successiva discesa è stata interpretata come un segnale positivo. Anche Edoardo Campanella, economista di Unicredit, citato dall’Ansa, ha dunque invitato a “non perdere di vista i fondamentali del mercato, che fronteggiano un problema di eccesso d’offerta” di greggio.

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