Arsenal
1
Olympiakos Piraeus
2
fine
(0-0 : 0-1 : 1-1)
Arsenal
EUROPA LEAGUE
1 - 2
fine
0-0
0-1
1-1
Olympiakos Piraeus
0-0
0-1
1-1
 
 
20'
BA OUSSEYNOU
 
 
53'
0-1 CISSE PAPE ABOU
 
 
58'
CAMARA MADY
1-1 AUBAMEYANG PIERRE-EMERICK
113'
 
 
 
 
119'
1-2 EL-ARABI YOUSSEF
BA OUSSEYNOU 20'
CISSE PAPE ABOU 0-1 53'
CAMARA MADY 58'
113' 1-1 AUBAMEYANG PIERRE-EMERICK
EL-ARABI YOUSSEF 1-2 119'
First leg (1-0), agg (2-2), OLYMPIAKOS PIRAEUS, AET.
Venue: Emirates Stadium.
Turf: Desso GrassMaster (Surface composed of natural grass combined with artificial fibres).
Capacity: 60.260.
Referee: Davide Massa (ITA).
Assistant referees: Filippo Meli (ITA), Alberto Tegoni (ITA).
Fourth official: Piero Giacomelli (ITA).
Video Assistant Referee: Michael Fabbri (ITA).
Assistant Video Assistant Referee: Stefano Alassio (ITA).
28/2: Europa League round of 16 draw.
Ultimo aggiornamento: 28.02.2020 00:11
L'incontro tra Macron (a sinistra) e Johnson (Keystone)
Estero
22.08.2019 - 17:400

Brexit, Johnson cerca un'intesa sul 'backstop' con l'Irlanda

Il premier britannico ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron e si dice fiducioso in una soluzione possibile entro 30 giorni

Parigi – Boris Johnson ci ripensa e cerca la terza via per trovare un'intesa sul nodo del backstop, il protocollo di salvaguardia per evitare un confine fisico tra Repubblica d'Irlanda e Irlanda del Nord, senza la quale lo spettro del "no deal" si avvicina a grandi passi.

Dopo le aperture di Angela Merkel, ieri, e di Emmanuel Macron, oggi, sull'esistenza di margini di trattativa, il premier britannico da Parigi ha detto di "voler" trovare un accordo e ha parlato di "soluzioni tecniche facilmente disponibili", assicurando che Londra non vuole "per nessuna ragione imporre controlli alla frontiera". E ha evitato bellicose contrapposizioni a fianco del presidente francese che, ricevendolo all'Eliseo, si è definito "fiducioso" in una soluzione possibile "entro 30 giorni". Lo stesso lasso di tempo, prima della scadenza di fine ottobre, di cui aveva parlato ieri Merkel spiegando che "dobbiamo sforzarci" per trovare una via d'uscita.

Il timore di Londra sul "backstop" è che questa clausola di salvaguardia possa tenere la Gran Bretagna vincolata al mercato unico europeo per un periodo indefinito o comunque troppo lungo. Ma oggi, nella capitale francese, Johnson si è mostrato più conciliante del solito. Sorridendo a Macron, lo ha chiamato ripetutamente "Emmanuel" mentre cercava una penna nel taschino per modificare il suo discorso e mentre ascoltava il presidente francese dire che il backstop è una "garanzia essenziale". E che, comunque, non è il caso di aspettare l'ultimo momento per trovare una soluzione. Magari, ha ragionato Macron, coinvolgendo il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier nell'individuare una via d'uscita "senza ridisegnare completamente l'accordo" sulla Brexit.

Resta la chiusura di Bruxelles a una vera rinegoziazione dell'accordo, ma qualche spiraglio si potrebbe aprire dall'incontro tra il premier britannico e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, previsto domenica a margine del G7 di Biarritz. Secondo fonti europee, Tusk attende di avere dei "dettagli" sulle intenzioni di Johnson, e resterà prevalentemente "in modalità di ascolto". E anche se occorrerà un mese per avere il piano sugli accordi alternativi con cui Johnson vorrebbe aggirare il backstop, nei palazzi delle istituzioni europee si auspica che domenica abbia già qualcosa da presentare.

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