Estero
27.06.2019 - 21:430

Turiste uccise, chiesta pena di morte per tre accusati

Marocco: l’accusa propone 20 anni di carcere per il 25enne ginevrino sospettato di essere coinvolto nell’omicidio delle ragazze scandinave

La pena capitale. È quanto chiesto oggi dall'accusa per tre dei 24 imputati processati per l'assassinio di due giovani turiste scandinave decapitate a metà dicembre in Marocco. Per il 25enne ginevrino, con nazionalità ispano-svizzera, sospettato di essere coinvolto nell'uccisione sono invece stati chiesti 20 anni di carcere. Le due studentesse, una 24enne danese e una 28enne norvegese, furono uccise e decapitate in una località isolata dell'Alto Atlante, in una zona apprezzata dagli escursionisti, nella notte tra il 16 e il 17 dicembre scorsi. Gli imputati sono accusati di "apologia del terrorismo", "costituzione di una banda per attentare all'ordine pubblico" e "aiuto premeditato ad autori di atti terroristici".

La pena di morte è stata chiesta per Abdessamad Ejjoud, un mercante ambulante di 25 anni considerato il capo di una cellula jihadista, e altri due marocchini radicalizzati. I tre uomini hanno confessato i loro rispettivi ruoli nell'esecuzione delle due donne. Il procuratore ha poi richiesto pene che vanno da 15 anni di reclusione fino all'ergastolo nei confronti degli altri imputati, di età compresa tra i 20 e i 51 anni, tutti provenienti da ambienti modesti e che vivono in quartieri disagiati di Marrakech. L'ergastolo riguarda un idraulico di 33 anni, che aveva accompagnato Ejjoud e gli altri due principali imputati sulle montagne, ma che era partito prima del massacro per cercare un nascondiglio a Marrakech.

Nella sua requisitoria, il procuratore ha sottolineato che il gruppo ha fomentato diverse azioni terroristiche attuate contro più obiettivi prima del doppio assassinio. Ha anche detto che tutti gli accusati, tranne tre, hanno riconosciuto di essere sostenitori dell'Isis, che ha rivendicato l'attacco. Il procuratore ha sottolineato che il rapporto dell'autopsia conta 23 ferite sui corpi decapitati di una delle ragazze e sette sull'altra e ha descritto i tre assassini che hanno confessato "mostri sanguinari". In Marocco la pena capitale continua ad essere pronunciata, ma dal 1993 è stata applicata de facto una moratoria e la sua abolizione viene discussa. La nuova Costituzione adottata nel 2011 prevede esplicitamente il "diritto alla vita".

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